L'AQUILA. Cancellazione dei contributi a pioggia ai Comuni per un importo di circa 17 milioni di euro e del finanziamento del fondo dell'emergenza incendi per circa 5 milioni e mezzo. Ed ancora semaforo rosso per i circa 8 milioni di euro a grandi eventi, iniziative minori, qualche parrocchia e, soprattutto associazioni, di cui 4 già assegnati e la restante parte da distribuire con un'altra legge nelle prossime settimane. Sul contestato provvedimento dell'Omnibus sta per abbattersi un'autentica scure. Nel documento di analisi preparato dall'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico e già inviato ai vertici di Giunta e Consiglio, la legge Omnibus approvata dal Consiglio il 3 agosto scorso e non ancora promulgata viene smembrata.
E quello stesso documento che segna una sonora bocciatura tecnica e di merito nelle modifiche operate dal Consiglio - sta ispirando la proposta "correttiva" che la Giunta regionale ha dato mandato di confezionare a D'Amico per reperire nell'esercizio 2007 soldi freschi - indispensabili secondo l'esecutivo per coprire i 57 milioni di euro di deficit sanitario. Un rientro chiesto perentoriamente dal Governo nazionale pena il blocco di ingenti rimborsi, l'aumento forzoso di Irap ed Irpef, già ai livelli massimi e l'addio definitivo ad ogni possibilità di sostegno straordinario da Roma.
Nell'analisi del settore Bilancio, si ipotizza un recupero diretto di oltre 8 milioni di euro destinati ad associazioni ed eventi; il taglio di spesa di circa 22 milioni di euro per comuni e fondo incendi coperti da mutui, evidenzierebbe un altro recupero di risorse grazie al mancato pagamento della rata del mutuo che in prospettiva consentirà un risparmio di 10 milioni annui. Per la Giunta, questo recupero è determinate per arrivare ai 57 milioni di euro. Un fatto contestato però da buona parte del Consiglio regionale che non vuole che la Omnibus sia toccata. L'argomento, che ha già segnato polemiche e spaccature nella maggioranza, è destinato a produrre ancora un duro scontro, soprattutto tra Giunta e Consiglio. Non aiuterà neppure il fatto che tra i tagli non compare il contributo di un milione e mezzo ad Abruzzo Engeneering. Salva anche la cooperazione internazionale, bocciato il finanziamento di un milione e 400mila euro alla Saga, la società che gestisce l'aeroporto di Pescara. Un no è stato decretato anche per contributi per i centri di ricerca Cotir, Crab e Crivea con la motivazione "fondi non erogabili". Un chiarimento ci sarà comunque il 26 settembre in un summit di maggioranza in programma a Citta Sant'Angelo.
Sale la polemica anche dall'opposizione. Il capogruppo di An, Alfredo Castiglione, esprime ironicamente solidarietà nei confronti del presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, «che si era affrettato, bruciando sul tempo tutti i consiglieri, a scrivere una lettera personale a tutti i beneficiati della Omnibus per accapparrarsene i meriti e ora dovrà scrivere una lettera di rettifica per giustificarsi degli eventuali tagli richiesti dalla Giunta regionale alla stessa legge». Il capogruppo dell'Udc, Mario Amicone ricorda che da mesi denuncia lo sforamento della spesa sanitaria nel 2007 (che sarà anche superiore a 60 milioni di euro): «Assistiamo ad un altro teatrino per nascondere il fallimento della politica sanitaria e delle sue inquietanti cifre per cercare di scaricare ad altri le responsabilità di un ulteriore e probabile aumento delle tasse». Amicone fa presente anche che Del Turco è obbligato a promulgare le legge se «non vuole incorrere in un increscioso reato di omissione ed abuso». Per il consigliere regionale di Forza Italia Paolo Tancredi, «i conti esibiti dall'assessore al Bilancio dimostrano che il deficit della sanità nel 2005 e 2006 è il più alto nella storia della Regione».