La sfida del 23 settembre. Tensione tra senatore e assessore per il ticket d'accesso alla Ztl: si paga solo il parcheggio, gratis per i residenti
Il conto alla rovescia è partito. Ancora poche ore e Pescara andrà alle urne per decidere le sorti di un Piano traffico riuscito a dividere la città prima ancora d'essere applicato del tutto (e proprio questo è forse il limite più grave). Buccia di banana come nessun'altra per Pescara: c'era caduto anni fa l'allora assessore Carlo Masci per un viale Bovio a senso unico. Quello stesso Masci che è tra i più determinati ad impallinare oggi il tentativo di Armando Mancini di dare regole all'anarchia che regna sulle strade cittadine. I due si sono ritrovati ieri alla sede dell'Ugl, ospiti di Geremia Mancini, per un faccia a faccia concluso con una diplomatica stretta di mano (si veda la foto in basso). «Un incontro costruttivo, servito a comprendere le ragioni del Sì e del No» ha detto Geremia Mancini. «Un confronto che ci ha permesso di vivere un momento di democrazia con un dibattito civile» hanno commentato i due interlocutori. E di chiarezza c'è gran bisogno in questa battaglia fortemente politicizzata (tira già aria di elezioni a Pescara).
Il senatore di Forza Italia Andrea Pastore c'è andato giù pesante ieri mattina in una conferenza stampa convocata per demolire il Piano traffico a colpi di clava e, anche, con affermazioni talvolta fuorvianti. Al suo fianco c'erano Riccardo Chiavaroli e Guerino Testa. «Giusto combattere il caos del traffico ma per le scelte per la mobilità si deve partire dalle infrastrutture e invece questo Piano nasce per spremere soldi ai pescaresi» ha attaccato il senatore, rivendicando le scelte della precedente amministrazione comunale ed in particolare di Forza Italia per l'acquisizione dell'area di risulta «che doveva evitare la drastica chiusura del centro che qui invece ci stanno proponendo, specie con la previsione folle del ticket per entrare nella Ztl: una soluzione forse praticabile in città d'arte come Firenze o Venezia, ma non a Pescara». Proprio sul ticket è arrivata la smentita dell'assessore Mancini: «Sono stanco di rispiegarlo ogni volta: non c'è ticket da pagare per l'accesso alla Ztl. Chi entra al varco viene indirizzato al parcheggio e pagherà solo quello. Ingresso e sosta sono gratuiti per i residenti». Pastore ha avuto parole severe anche nei confronti del comandante della Polizia municipale Ernesto Grippo, da lui definito «un fanatico al servizio del sindaco per fare cassa» e accusato «di non essere intervenuto tempestivamente per denunciare lo scandalo di Multopoli che vede indagata la metà dei vigili urbani: e vorrei capire chi sono i mandanti». In verità Grippo segnalò l'annullamento immotivato e illegittimo di 8300 multe poco dopo essere stato nominato comandante: e i 71 avvisi di garanzia, dopo l'inchiesta della Finanza, sono la conseguenza di quella denuncia.
Pastore ha infine auspicato il miglioramento di rotatorie «troppo pericolose» come pure «sono fuori norma le piste ciclabili». Ma è sulle telefonate dello staff del sindaco per propagandare il No che il senatore s'è ancora scaldato ipotizzando il reato di peculato: «Non si usano telefoni e personale del Comune per suggerire il voto» ha attaccato in nome della legalità, «ma cos'altro dire di un sindaco capo dell'amministrazione comunale più inquisita d'Italia?». Una stoccata, questa, che D'Alfonso ha schivato innanzitutto "autodenunciandosi" il 4 settembre scorso per l'uso personale del cellulare di servizio; al tempo stesso, ha subito provveduto di tasca propria al pagamento di 300 euro per evitare contestazioni. Quanto alle telefonate dal Comune, lo stesso sindaco ha spiegato che si tratta di «legittime iniziative partite dai gruppi consiliari e pagate con le risorse a disposizione degli stessi». La giornata di ieri ha registrato gli ultimi appello al voto: ha ribadito l'impegno per il Sì la Confcommercio, mentre Federconsumatori con Franco Leone e La Margherita di Pescara sud con Antonio Di Girolamo invitano a votare No.