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Data: 23/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Co2 alle stelle, entro il 2030 danni in tutto il pianetaApprovata la «Carta di Venezia». Gli scienziati: «Necessarie fonti di energia rinnovabili»

«Le riserve di carbone dureranno 400 anni il petrolio si esaurirà entro un secolo»

VENEZIA. «Le emissioni di anidride carbonica, Co2, derivanti dall'energia aumenteranno più del 50% entro il 2030 e il danno sarà diffuso in tutto il pianeta». E' lo scenario prossimo futuro delineato dalla Carta di Venezia, approvata ieri dalla terza Conferenza mondiale sul futuro della scienza a conclusione di un percorso di tre giorni che ha visto a confronto scienziati, economisti ed esperti di cambiamenti di clima, spesso portatori di interpretazioni sulle cause di quei mutamenti.
«In base agli attuali modelli di sviluppo, le agenzie internazionali prevedono che entro il 2030 la domanda di energia aumenterà di oltre il 50% - recita la Carta - l'energia non è isolata dall'ambiente; pertanto, se non prendiamo le dovute precauzioni, il danno ambientale aumenterà parallelamente alla domanda di energia». Da qui la previsione dell' aumento di Co2. «Anche i Paesi meno sviluppati, che hanno una minore domanda di energia - prosegue il documento - subiranno le conseguenze dei danni ambientali causati dal Paesi ad alto consumo energetico». Inoltre «le risorse di combustibili fossili non sono infinite: le riserve di petrolio dureranno forse altri 100 anni e il carbone circa 400». «Abbiamo il dovere morale - dicono gli estensori della Carta di Venezia - di trovare soluzioni e mitigare gli effetti dello sviluppo globale». «Il sole e l'atomo sono fonti di energia abbonanti e inesauribili; le biomasse, l'acqua e il vento sono risorse più limitate. Inoltre il sottosuolo è ricco di calore ed è una fonte potenziale di energia geotermica pulita e inesauribile - fanno osservare gli esperti - tutte queste fonti offrono una soluzione al problema energetico, per applicarle tuttavia occorre sviluppare la ricerca, aumentare gli investimenti e promuovere il dibattito a livello di pubblica opinione». In questo scenario «il consumo di energia può essere controllato con le nuove tecnologie ed i nuovi materiali». «Le politiche a sostegno di una produzione ed un uso più efficiente dell'energia e le tecniche di cattura e sequestro del Co2 - indica il documento conclusivo della Conferenza sul Futuro della Scienza - possono ridurre significativamente le emissioni». Le raccomandazioni contenute nel documento riguardano strategia e politiche: «Bisogna sviluppare il potenziale delle biomasse. Per minimizzare i conflitti con l'alimentazione occorre sfruttare terre marginali e non utilizzate per la produzione agricola e sfruttare tecnologie nuove per il miglioramento delle piante. Vento, acqua e energia geotermica devono essere sviluppate in base alle condizioni ambientali di ogni Paese. Ogni Paese dovrebbe sviluppare un mix delle diverse fonti di energia. Bisogna ridurre sensibilmente le emissioni di Co2 in considerazione dei suoi probabili effetti come gas serra». Per quanto riguarda le politiche «i governi - afferma la Carta di Venezia - devono dare massima priorità ai problemi dell'energia e la sostenibilità e investire significativamente nella ricerca scientifica e nello sviluppo di nuove tecnologie. Le agenzie scientifiche internazionali dell'Energia devono avere un maggiore impatto sulle politiche mondiali. I governi dovrebbero avviare programmi di intervento nel campo dell'efficienza energetica. Anche contributi limitati all'efficienza energetica possono avere un effetto cumulativo ed avere un impatto significativo sui bisogni energetici e sull'ambiente. La consapevolezza della popolazione sulle implicazioni degli stili di vita deve essere promossa a livello mondiale».

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