SIGNOR direttore, con il dispiegarsi del processo di liberalizzazione, ed il recepimento delle direttive europee in materia di gestione aeroportuali, si è passati da un regime di monopolio ad un regime di concorrenza. Questo ha prodotto un attacco da parte delle aziende ai diritti dei lavoratori e ha rischiato di mettere a dura prova le tenuta occupazionale in questo settore. Si è assistito al paradosso che, in un settore dove pure c'è stata un'espansione di traffico, si sono messi a rischio migliaia di posti di lavoro, in quanto le aziende che subentravano in regime di concorrenza avrebbero potuto creare un «dumping» sociale ricercando sul mercato lavoratori a basso costo per far concorrenza a soggetti già esistenti. Per questo riteniamo come sindacato, che sia stata una grande vittoria l'aver ottenuto il mantenimento delle cosiddette clausole sociali al momento del recepimento della direttiva europea sulla liberalizzazione dei servizi aeroportuali. Il contratto oggi regolamenta le attività che si svolgono all'interno del sedime aeroportuale e si deve alla poca lungimiranza della controparte se non ancora si definisce un contratto unico delle gestioni e dei servizi aeroportuali. Questa carenza ha determinato in particolare nell'area dell'indotto e del «catering» aeroportuale momenti di difficoltà, resi a volte drammatici dalla polverizzazione dei soggetti che si sono avvicendati in questi settori a seguito delle terziarizzazioni decise da alcune società di gestione e che non sempre sono andate nel verso di affidare queste attività a società serie ed affidabili. Le aziende di gestione aeroportuale e dell'indotto, che hanno gestito in questo periodo interessi forti debbono dimostrare nei fatti di essere imprenditori e non lasciare, come hanno fatto, solo al sindacato l'onere di avanzare proposte alle istituzioni.
(*) Uil Trasporti Abruzzo