''Per il rilascio e il mantenimento della licenza e del certificato di sicurezza è necessaria l'applicazione, da parte dell'impresa ferroviaria, del contratto collettivo nazionale per i lavoratori addetti al settore delle attività ferroviarie e dei servizi connessi, stipulato dalle organizzazioni sindacali, dei datori di lavoro e dei lavoratori comparabilmente più rappresentative a livello nazionale''. E' quanto recita un emendamento al decreto Bersani-Ter presentato nei giorni scorsi alla decima Commissione permanente di Palazzo Madama dal gruppo dell'Ulivo. L'emendamento, di fatto, obbliga le aziende ad applicare il contratto collettivo nazionale di settore per il rilascio e il mantenimento della licenza. Una posizione duramente contestata dall'Asstra che non lesina critiche: "Alla faccia delle liberalizzazioni. Se l'emendamento dovesse passare - denuncia il presidente Marcello Panettoni - significherebbe, di fatto, obbligare tutte le imprese ferroviarie ad applicare un contratto aziendale di lavoro, quello delle Fs, dicendo addio per sempre alla possibilità di migliorare il trasporto ferroviario di persone e merci in Italia facendo leva su un sistema di concorrenza regolata dallo Stato. Introdurre una norma così palesemente di banale protezionismo e riserva appare tanto più incredibile visto il provvedimento in cui si tenta di introdurla. Certo che la lenzuolata del Ministro Bersani rischia così di moltiplicare le barriere protezionistiche piuttosto che abbatterle a tutto discapito dei consumatori". Inoltre, prosegue l'Asstra, "la nostra associazione, che ha da oltre 70 anni una disciplina specifica per il rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri, si vedrebbe costretta a dismettere tale contrattazione per applicare quella delle Ferrovie dello Stato. E' come se, per consentire la legittimazione di un operatore nei rispettivi mercati, si imponesse alle compagnie aeree il contratto dell'Alitalia, a Mediaset quello della Rai, alle società elettriche quello dell'Enel. Non è certo questo un percorso che favorisce liberalizzazioni e concorrenza, sia pure in un quadro normativo di corrette tutele per i lavoratori".