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Pescara, 12/12/2017
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Data: 19/07/2017
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tua, sale l'allarme sui conti. Bilancio al palo. Febbo e D'Alessandro in rotta di collisione

PESCARA Salta l'approvazione del bilancio aziendale di Tua. L'assemblea dei soci della società unica del trasporto pubblico regionale, convocata lunedì a L'Aquila, si è infatti conclusa con una fumata nera e questo ha dato il là agli attacchi delle opposizioni contro la maggioranza D'Alfonso. Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigilanza della Regione, parte da un: «Io l'avevo detto», paventando il rischio di una paralisi senza precedenti del trasporto pubblico locale. Uno scenario che a detta dell'esponente di Forza Italia potrebbe essere aggravato dall'ennesima scure della Corte dei conti. La prima domanda provocatoria è: «Con quale parere dei revisori il consiglio di amministrazione di Tua ha approvato il bilancio». Febbo pone dunque l'urgenza di fare una volta per tutte chiarezza sulla gestione economica finanziaria dell'azienda. Ricorda che per l'approvazione del bilancio di Tua la Regione è già fuori tempo massimo, visto che dopo una prima proroga, l'ultima scadenza era stata fissata al 30 giugno scorso.
L'OPERAZIONE
E torna sull'operazione contabile già contestata nel corso dell'ultimo consiglio regionale: «Una transazione di 7,4 milioni di euro utilizzata come copertura finanziaria dei residui cancellati nel 2015 ad Arpa. Fondi a gestione vincolata - osserva Febbo - su cui la Corte dei conti ha più volte richiamato l'attenzione del governo D'Alfonso, minacciando addirittura lo scioglimento del Consiglio regionale».
L'esponente delle opposizioni attacca anche sulla fase 2 annunciata dal consigliere delegato ai trasporti, Camillo D'Alessandro, per il rilancio di Tua: «Abbiamo fornitori che aspettano ancora di essere pagati per i servizi erogati, il taglio di un milione e mezzo di chilometri di percorrenza a svantaggio delle zone interne, biglietti aumentati del 15%, un contenzioso di 13,2milioni per la mancata applicazione degli incentivi previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro». Insomma, una società spacciata come «viva e vegeta», incalza Febbo, ma che sarebbe in realtà alle prese con «enormi problemi contabili».
D'Alessandro risponde invitando il consigliere di Forza Italia a gettare uno sguardo sul recente passato: «Febbo è stato per 5 anni e mezzo assessore regionale ma non si è accorto, o ha fatto finto di non accorgersi, del progetto andato in onda in quegli anni, ovvero la distruzione del patrimonio pubblico della società di trasporto. Forse perché qualcuno sperava di svenderla ai saldi di fine stazione». Nel merito delle questioni, D'Alessandro puntualizza che: «La norma approvata in Consiglio regionale - e che doveva essere approvata 20 anni fa - consente di procedere alle transazioni non solo con Tua ma con tutte le aziende di Trasporto pubblico locale. Piuttosto - aggiunge l'esponente del Pd -, Febbo spieghi come mai avevano nel cassetto 25 milioni di euro proprio per le transazioni e non hanno utilizzato un centesimo di questi fondi, facendo perdere alla Regione decine di cause milionarie agli operatori del Tpl». Altra puntualizzazione: «La società unica dei trasporti da noi creata ha realizzato economie e garantito il posto di lavoro a 1600 dipendenti. Questo ci consente oggi di uscire finalmente dalle emergenze e di poter affrontare la nuova programmazione».

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