Acerbo e Verdi contro il progetto sulla Strada parco, i cittadini manifestano
La caserma della Finanza divide l'aula
PESCARA. Fallisce il tentativo di Rifondazione e Verdi di affondare definitivamente il progetto della caserma della Finanza sulla strada parco. Ieri pomeriggio, in consiglio comunale, i capigruppo dei due partiti, Acerbo e Fausto Di Nisio, hanno presentato un ordine del giorno per bloccare l'intervento, ma il piano non è riuscito. In aula si è assistito a un duello tra maggioranza e Polo.
La seduta era stata convocata, su richiesta dei partiti del centrodestra, per discutere del progetto della caserma, presentato per due volte in consiglio e poi ritirato dall'amministrazione comunale per un esame più approfondito del documento. L'apposita delibera tornerà in aula dopo le elezioni.
Ma il confronto è stato acceso, sin dalle prime battute. Con Acerbo che, appena entrato in aula, ha distribuito un volantino in cui ha annunciato di volersi autodenunciare a seguito dell'esposto del consigliere, Ermanno Ricci, contro l'associazione dei residenti contrari alla filovia sulla strada parco.
Ad assistere alla riunione era presente un gruppo di cittadini che ha manifestato il netto dissenso al progetto. Il dibattito è cominciato con l'intervento del consigliere di An, Marcello Antonelli. «Il consiglio si è già espresso in favore del progetto della Finanza, la cui realizzazione consentirà al Comune di acquisire l'area dell'ex caserma Di Cocco» ha affermato «non possiamo più fare figuracce, l'aula dia il via libera».
Il confronto si è infuocato con Acerbo. «Non si può realizzare un progetto del genere senza prima sentire il parere dei residenti e del Quartiere» ha detto «l'intervento va realizzato con il consenso della gente». Ancora più incisivo Di Nisio: «Il nucleo regionale della Guardia di finanza sarà trasferito all'Aquila e quindi non capisco tutta questa esigenza di occupare nuovi spazi in città». «Rifondazione e Verdi amano ricorrere alla partecipazione dei cittadini quando vogliono bloccare un progetto», ha ribattuto il capogruppo di An, Augusto Di Luzio «non ci si può ricordare della gente dopo che si è concluso l'iter del progetto e dopo che l'amministrazione ha profuso impegno e soldi». Il consigliere dei Ds, Angelo Tenaglia, ha cercato di placare i toni dello scontro, ma non c'è riuscito. «Questa discussione è inutile» ha avvertito «ricordo che la proposta è stata differita dall'amministrazione per maggiori approfondimenti». Rifondazione e Verdi hanno continuato sulla loro linea presentando un ordine del giorno per invitare la giunta «a porre in essere tutte le iniziative necessarie per coinvolgere nella decisione i cittadini e per verificare la possibilità di altre ipotesi localizzative». Ma l'esame del documento è saltato per un blitz del Polo, che ha presentato una delibera, poi trasformata in un ordine del giorno, per dare il via alla nuova caserma. Al momento del voto, però, è mancato il quorum, perché la maggioranza ha abbandonato l'aula.
E in serata i capigruppo del centrosinistra hanno firmato una nota in cui hanno accusato l'opposizione di «intorbidire le acque su un tema che merita un maggiore rispetto per la sua rilevante dimensione istituzionale».