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Data: 28/09/2007
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Finanziaria 2008. Una manovra da dieci miliardi

Una finanziaria da 10 miliardi e mezzo, quella illustrata dal governo alle parti sociali. Circa sei miliardi verranno dall'extragettito fiscale, e altri quattro e mezzo dai tagli alle spese. Circa due miliardi di euro saranno stanziati per interventi fiscali su 'casa e altro'. A questo, si aggiunge un altro miliardo sotto forma di proroga di agevolazioni fiscali. Lo scheletro della manovra è prospettato in una bozza che il governo ha fatto circolare nell'incontro odierno di Palazzo Chigi, e le agenzie di stampa hanno ripreso, ma suscettibile di modifiche in corso d'opera da qui al consiglio dei ministri che approverà la manovra il prossimo 28 settembre. Nel dettaglio, si legge nella bozza, le maggiori entrate fiscali ammontano a 4,5 miliardi, poi ci sono altri 1,2 miliardi di maggior gettito e 350 milioni di maggiori contributi sociali. Sono previsti tagli per le amministrazioni dello Stato pari a 3,975 miliardi (di cui le compensazioni a copertura delle spese dei ministeri pari a 615 milioni di euro e 1,1 miliardi tra riduzioni consumi intermedi e razionalizzazione delle spese di manutenzione). Sul pubblico impiego sono previsti 150 milioni di risparmi e 400 milioni arriveranno da una norma relativa agli enti previdenziali (si tratta di una norma compensativa). Per welfare e lavoro si prevedono invece 2 miliardi.

Secondo quanto riporta l'Ansa, circa 2.434 milioni di euro sono previsti dalla Finanziaria per i contratti del pubblico impiego. In particolare, è previsto che 2.445 milioni saranno impegnati nel 2008 sotto la voce 'Contratti-anticipo al 1/2/2007 con beneficio a 101 euro'. A questo si aggiungono 109 milioni euro per il contratto della scuola e 80 milioni di euro per quello del comparto sicurezza. Sul fronte dei tagli, invece, il pubblico impiego contribuisce con 150 milioni che saranno risparmiati con 'interventi di contenimento'.

"La manovra 2008 sarà innovativa nel metodo e più snella, e darà priorità alla restituzione sociale e al sostegno delle categorie deboli". Lo ha detto il premier Romano Prodi alle parti sociali nel corso del vertice, sottolineando che si dà avvio a 'un percorso di crescita'. Prodi, a quanto si apprende, ha aggiunto che le risorse arriveranno dall'extragettito e dai risparmi di spesa, grazie alla riqualificazione della spesa dei ministeri e alla lotta agli sprechi. Gli ha fatto eco il ministro Padoa-Schioppa: "Il tema della riqualificazione della spesa pubblica sarà quello dei prossimi anni. Prima è necessaria la restituzione ai contribuenti degli introiti della lotta all'evasione".

Prudenti le reazioni degli interlocutori. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha chiesto che 'il calo dell'ici non si scarichi sui comuni'. Epifani, secondo quanto riportano le agenzie di stampa, chiede anche di intervenire sulla riduzione fiscale per il lavoro dipendente, sulle risorse per la non autosufficienza e sulle detrazioni per gli affitti.

Dalla Cisl, invece, viene la richiesta di inserire il Protocollo sul welfare nella Finanziaria, e non in un collegato come ipotizza il governo. 'Noi vorremmo - ha detto il segretario generale Raffaele Bonanni - che il protocollo entrasse direttamente in Finanziaria'. Ha aggiunto Bonanni: 'Un tema, quello dell'accordo del 23 luglio scorso, delicato, su cui la Cisl non mette in dubbio che il Parlamento sia sovrano, ma sollecita il governo a non stimolare modifiche al protocollo'.

Ridurre le tasse sul lavoro e aumentarle sulle rendite finanziarie. Lo ha chiesto invece il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. Angeletti ha invitato il governo 'a non fare errori clamorosi, come restituire soldi a coloro che non ne hanno versati all'erario. Un paese in cui il lavoro è tassato tre volte in più delle rendite è un paese che ha un serio problema'.

'Le linee della Finanziaria esposte oggi dal governo alle parti sociali sono condivisibili in linea di principio'. Questo il commento del presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, il quale ha comunque precisato che un giudizio 'è assolutamente prematuro' e che la Confindustria 'si riserva di valutare la manovra quando si conosceranno i provvedimenti nel dettagli, le loro cifre e la coerenza del governo sugli annunci sul sostegno alla crescita'.

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