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Data: 28/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Giù Ires e Irap, meno tasse alle imprese. Sconti anche sugli affitti. Misure per ambiente, precari e fasce più povere. L'ok di Confindustria

Per l'Ici si delinea una soglia di detrazione di 200 euro per la prima casa

ROMA. Oggi il consiglio dei ministri (convocazione alle 16) approva la Finanziaria 2008 e la legge di Bilancio. La manovra conterrà di sicuro, novità di ieri, il taglio di cinque punti all'Ires (che va al 28%) e dell'1,25% dell'Irap (al 3,9%). Sono misure dirette alle imprese, Confindustria ringrazia: «Apprezziamo la decisione di intervenire in materia di politica fiscale in una logica di semplificazione e riorganizzazione che auspichiamo possa restituire al nostro sistema la capacità di attrarre investimenti internazionali persa da molti anni». La misura sarebbe a «costo zero» e non perché si tagliano gli incentivi (soluzione data per certa fino a ieri), ma perché si amplia la base imponibile diminuendo, per esempio, la possibilità di detrazione degli interessi passivi.
«In questa manovra non ci sarà alcun intervento sulle rendite finanziarie, non ci sono le condizioni per farlo», si dice abbia ribadito Romano Prodi. E qui sa di scontentare non solo la sinistra della coalizione, ma anche e soprattutto i sindacati che, all'unanimità, nell'incontro di mercoledì hanno chiesto al premier di mettere la tassazione in Finanziaria: «Un Paese dove il reddito da lavoro è tassato al 30% e quello finanziario al 12,5% è un Paese ridicolo», è stato detto. Ma inviti a armonizzare le rendite venivano e vengono anche da illustri economisti, come per esempio Francesco Giavazzi.
Niente da fare, almeno in Finanziaria. Perché la soluzione a tutti i problemi sta nella tempistica di questa manovra che inizia il suo iter nell'aula più critica, il Senato. «Prodi sta preparando il documento di sintesi», dicono ancora da Palazzo Chigi. E poi ricordano: «Il consiglio dei ministri è tenuto ad approvare Finanziaria e Bilancio, ma non ci sono obblighi per decreto legge e collegati».
C'è da scommettere che alcune poste più delicate slitteranno di qualche giorno, forse settimane. Si parla del protocollo del welfare, per esempio, sul quale si attende l'esito del referendum fra i lavoratori. Ma a restare in sospeso c'è anche la questione dell'Ici. Sono tutti d'accordo sul taglio (probabilmente operato applicando un 30% di sconto sull'aliquota, che equivale ad uno sconto intornoai 200 euro) ma un inserimento nel decreto legge, con validità dal saldo di novembre, avrebbe certo un impatto più immediato, soprattutto sull'opinione pubblica. Al 19-20% invece potrebbe scendere la tassazione per chi affitta, mentre per gli inquilini sono in vista detrazioni Irpef.
La soluzione per l'Ici potrebbe essere agevolata da una nuova posta di bilancio (900 milioni) che fa capolino nelle pieghe dell'assestamento in discussione al Senato. Sarebbe lì che troverebbero posto le misure immediate a favore dei meno abbienti, dell'ambiente, dei precari.
Fra le misure in Finanziaria anche la semplificazione per le partite Iva sotto i 30mila euro, ma con l'obbligo delle scritture contabili. Obbligo ripagato con un'aliquota fissa di tassazione al 18-19%. In Finanziaria anche norme sulla vendita dei televisori digitali, non il bonus, che già c'è e che magari va rifinanziato, ma interventi diretti sulla vendita da cui si farebbero escludere i tv analogici.

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