De Santis: intervenire prima che sia troppo tardi
L'AQUILA. La mobilità su gomma e su rotaia continua a essere il vero problema delle zone interne e del capoluogo di regione in particolare. Per gli aquilani oggi è complicato sia andare a Pescara (è ancora chiusa la strada 153, cosa che allunga i tempi che già erano di circa due ore) che a Roma (con gli autobus Arpa a volte ci vogliono fino a due ore e mezza se non di più).
Ora a rischio c'è anche la tratta ferroviaria L'Aquila- Terni che in verità non ha mai rappresentato uno snodo fondamentale per L'Aquila ma che ora potrebbe essere privatizzata il che significherebbe mandare in fumo qualsiasi piano di rilancio. A lanciare l'allarme è il commissario della federazione provinciale dello Sdi Lelio De Santis che prende spunto da una notizia pubblicata dal Centro qualche giorno fa. Un consigliere regionale dell'Umbria lamentava il fatto che la linea L'Aquila-Terni potrebbe essere a breve affidata in gestione alla Fcu (Ferrovia centrale umbra), società che secondo il consigliere «avrebbe i conti in rosso». Per De Santis sono molto preoccupanti le notizie che arrivano dall'Umbria «sul futuro della linea ferroviaria Terni-L'Aquila, che starebbe per essere venduta o data in gestione ad una società "con i conti in rosso" - la Fcu - senza alcun piano di impresa e senza prospettiva di sviluppo. Le istituzioni abruzzesi - Regione, Provincia e Comune dell'Aquila - sembrano disinteressate al problema, magari solo perché la responsabilità della linea è in capo alle direzioni regionali delle ferrovie del Lazio e dell'Umbria. Ma il problema è politico e riguarda il territorio abruzzese. Lo sviluppo socio-economico dell'Abruzzo passa necessariamente per la costruzione di un moderno sistema di infrastrutture e nel rilancio dei collegamenti su rotaia, com'è scritto in tutti gli atti regionali e com'è scritto nei programmi dell'amministrazione provinciale e del Comune dell'Aquila, che fanno affidamento sull'adeguamento e sull'elettrificazione della linea ferroviaria Sulmona-L'Aquila-Terni per ridurre le distanze dalle aree economicamente più forti: zona costiera, Roma, Umbria. Ora, al di là di qualche annuncio periodico, non si vedono azioni concrete o investimenti sul sistema dei trasporti su rotaia e, in particolare, sulla linea ferroviaria Sulmona-L'Aquila-Terni ma si assiste in silenzio al declassamento ed alla privatizzazione di una tratta ferroviaria, essenziale per lo sviluppo regionale e per la rivitalizzazione delle zone interne». De Santis invita «il sindaco Massimo Cialente, a verificare la fondatezza delle notizie al fine di poter agire per tempo».
L'assessore provinciale Pio Alleva ha detto «che il problema è nell'agenda politica e che presto ci saranno incontri per chiarire la situazione».