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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto merci su rotaia in Abruzzo

Sono il responsabile logistica di una azienda che produce fertilizzanti speciali sita in Atessa, e voglio raccontare i particolari del tentativo di utilizzare il servizio di trasporto merci di Trenitalia SpA. Noi spediamo annualmente dal nostro sito circa 35.000 tonnellate di merci, dei quali 15.000 spediti con intermodale gomma-nave, ed imbarco su nave generalmente a Napoli, per tutte le destinazioni nel mondo, preferenzialmente nel continente americano. Il resto viene spedito in Italia, 15.000 tonnellate, ed Europa, 5.000 tonnellate, su gomma cercando di ottimizzare sempre il carico a 24 tonnellate/camion per l'Europa e 30 tonnellate/camion per l'Italia. La mia attività è volta alla ricerca del miglioramento delle nostre prestazioni e della riduzione degli impatti ambientali, per questo stiamo cercando di incidere sui trasporti via gomma (circa 1000 autotreni in partenza l'anno), privilegiando i trasportatori che utilizzando trattori Euro3 ed Euro4 e tentando di utilizzare per l'Italia l'intermodale gomma-rotaia.
Delle 15.000 tonnellate spedite in Italia circa 2.600 vengono spedite in Sicilia, mercato di riferimento per i nostri prodotti, e fino ad oggi abbiamo utilizzato esclusivamente trasportatori siciliani che rientrano in Sicilia a vuoto, spendendo circa 1.400 euro a viaggio. Stiamo tentando di utilizzare il trasporto ferroviario e ci siamo rivolti alla direzione commerciale logistica di Pescara per organizzare un primo carro per un totale trasportato di 55 tonnellate. Le condizioni di trasporto sono le seguenti: carico carro ferroviario a Vasto a 45 km e non nella zona industriale dove è presente la stazione merci a 2 km e Trenitalia non lo utilizza, partenze dalla stazione di Vasto i fine settimana, tempo di transito 7 giorni solari, stazione di destinazione (Catania o Siracusa, quest'ultima in fase di chiusura come stazione merci), costo vivo trasporto carro 1.100-1.200 euro.
Il confronto con il trasporto su gomma è tragicamente perdente in quanto, considerando tutti i costi, si arriva ad un costo del trasporto combinato leggermente inferiore a quello del trasporto su gomma (-10/15%), ma a tempi di resa infinitamente superiori da 1-2 giorni della gomma a 10-15 giorni dell'intermodale, e complicazioni gestionali non irrilevanti in quanto con la gomma si ha a che fare con un solo interlocutore e con tempi di gestione a transazione di minuti, con il combinato con almeno tre interlocutori, due trasportatori su gomma da e per le stazioni e quello ferroviario, e tempi di gestione per transazione di ore, oltre al fatto di non poter effettivamente conoscere la data di consegna al cliente prima della partenza.
Trenitalia potrebbe rendere più appetibile l'offerta facendosi carico almeno della gestione del carico-scarico implementando convenzioni con operatori locali, invece di lasciare i potenziali clienti in balia di vari soggetti, che operano in regime di sostanziale monopolio con tutti i problemi che ne derivano. In sostanza il servizio, per quanto detto, risulta assolutamente fuori mercato e non per la incapacità degli operatori, che anzi sono da lodare in quanto tentano di mettere in campo la massima disponibilità, al fine di controbilanciare le evidenti carenze organizzative e di gestione del business, che probabilmente non interessa a nessuno implementare.
E' mai possibile che se un privato vuole contribuire a ridurre le emissioni di Co2, togliere merci dalla strada ed instradarle sulla ferrovia, viene messo in condizione di rinunciarci? Cosa hanno prodotto gli interventi di liberalizzazione del trasporto su rotaia di alcuni anni fa? Perché si fa tanto parlare della sicurezza sulle strade e sui cambiamenti climatici quando poi alla prova dei fatti nessuno si occupa di migliorare l'offerta di una società a capitale sostanzialmente pubblico?

Mauro De Flaviis

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