Ma in Comune c'è già un progetto di società non abruzzesi
L'AQUILA. "Purché si muova". E il mondo imprenditoriale aquilano si sta muovendo, per tentare di risollevare (o sollevare) le sorti del turismo cittadino. E quando si parla di turismo, l'occhio guarda sulla montagna che domina il capoluogo di regione, il Gran Sasso, sul quale si sono consumati oceani di parole, ma nessun fatto.
C'è un gruppo di grossi imprenditori aquilani, guidato da Raffaele Gallucci, intenzionato a investire sul Gran Sasso e sugli impianti, nel rispetto dei Piano d'area. Ma in Comune, in particolare al sindaco, Massimo Cialente, e al Centro turistico Gran Sasso (Ctgs), presieduto da Max Di Pasquale, è pervenuta anche la proposta di due grandi aziende nazionali, la Cmb, con sede legale a Carpi e sede operativa a Roma, e la Galileo Spa. Sono due società che lavorano insieme nel settore costruzioni. La Cmb (Cooperativa Muratori e Braccianti) è una delle cosiddette cooperative "rosse" ed è una delle più grandi d'Italia, con un fatturato di 600-700 milioni l'anno. Tra le opere più importanti, la Tav (la ferrovia alta velocità) e il porto turistico di Terracina.
A giorni il Comune dovrebbe decidere se accettare o meno la proposta di queste due società, che vorrebbero costruire un grosso centro residenziale alle Fontari e poi ampliare gli impianti di risalita per aumentare il bacino d'utenza. Resterebbe, però, il problema della funivia, che attualmente non può portare più di 580 persone l'ora. Pochissime, per rendere la faccenda appetibile. E allora le due società costruirebbero anche una nuova funivia (20 milioni di euro), che porterebbe sugli impianti 2.000 persone l'ora. Una soluzione che il Comune e il Centro turistico - o quello che quest'ultima Spa diventerà nel progetto di trasformazione in itinere - devono prendere a breve, perché subito c'è la scadenza della revisione della seggiovia delle Fontari (costo 150 mila euro) ed entro dicembre 2008 è prevista la revisione della funivia. Costo: 3 milioni di euro. Una spesa che, attualmente, né il Comune, né Centro turistico (o quello che sarà), potrebbero affrontare. La soluzione sarebbe la richiesta di una proroga, in attesa dell'intervento dell'imprenditoria privata. E forse il Comune si orienterà su questa strada. In questo discorso, che è già avviato, si inserisce il progetto degli imprenditori aquilani, guidati da Raffaele Gallucci, che messi insieme potrebbero tranquillamente arrivare alle cifre della Cmb e Galileo Spa, ma fecendo restare l'investimento a livello locale, con lo stesso progetto di ampliamento degli impianti e della funivia e di insediamento residenziale-ricettivo. Con un particolare non trascurabile: la gestione. La Cmb e la Galileo, infatti, non sarebbero interessati a gestire gli impianti. Intanto, Fabrizio Bellassai, presidente dell'Associazione operatori turisti del Gran Sasso, invita il sindaco a cogliere al volo l'occasione proposta dalle due società.