L'AQUILA. Una riunione della commissione tecnica per la revisione della Omnibus. Poi, alle 11, la giunta prenderà atto di questa volontà di modifica che tradotta in soldoni significa recuperare 16 milioni di euro. Solo a questo punto il presidente dell'esecutivo di centrosinistra, Ottaviano Del Turco promulgherà la legge. Successivamente la Omnibus sarà ampiamente rimaneggiata, senza quella pioggia di fondi promessi ai Comuni, e tornerà in Consiglio per una seconda approvazione.
Un percorso facile a dirsi ma difficile da gestire perchè la giunta e la maggioranza si trovano non solo nel mirino delle opposizioni di centrodestra, ma anche al centro delle critiche interne. I soldi recuperati, infatti, serviranno per un altro obiettivo, il piano di rientro del deficit della sanità abruzzese. I tecnici romani del ministero della Salute, infatti, questa settimana aspettano al varco i colleghi abruzzesi che dovranno dimostrare che, passo dopo passo, contro i conti in profondo rosso della sanità regionale si stanno facendo azioni concrete di risanamento per recuperare altri 57 milioni di euro.
Oggi alla Regione però si è solo all'inizio di questo percorso il cui esito non è scontato.
La Margherita, ad esempio, ieri sera ha riconfermato che è pronta alla revisione ma non alla abrograzione della Omnibus. tanto che oggi per evitare un braccio di ferro all'interno della commissione e della maggioranza si è ipotizzata una mediazione. O una riduzione «proporzionale» del 30-40% dei fondi destinati ai Comuni, oppure se proprio si vuole tagliare tutto allora gli elenchi non devono essere «cancellati» ma devono essere «sospesi» con l'impegno che ai Comuni andranno nel 2008 le stesse somme previste nel 2007.
A rivelare la posizione della Margherita è Camillo D'Alessandro componente della commisione tecnica sulla riforma della Omnibus.
«La nostra posizione è "sì alla revisione no alla abrogazione"», spiega il consigliere regionale della Margherita, «noi intendiamo assumerci fino in fondo la responsabilità delle emergenze finanziarie nel rispetto dell'attesa legittima che proviene dai Comuni di avere fondi per opere pubbliche. Anche nel caso che i fondi da tagliare devono contribuire a raggiungere la soma di 57 milioni di euro per ridurre il deficit della sanità, siamo disponibili ma senza operare la cancellazione dei fondi stanziati. Se non c'è la facciamo per questo anno, se ne parlerà nel 2008. Ma con l'accordo di tutti che sia davvero l'ultima volta della erogazione a pioggia».