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Data: 02/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Epifani la butta in politica, poi rettifica. «Se vince il no Prodi cade». Cremaschi: ha perso la bussola

ROMA. Aveva invocato il senso di responsabilità. Anzi per tutto il pomeriggio di ieri il segretario della Cgil Guglielmo Epifani si è affannato a rettificare quanto era stato scritto in un'intervista a Repubblica, che diceva esattamente: «Nelle mani dei lavoratori e dei pensionati c'è una grande responsabilità: con il loro sì al referendum si approverà il protocollo sul welfare e si eviterà anche che salti il banco, cioè che cada il governo».
Insomma il protocollo deve restare così come è, spiega ulteriormente Epifani, consapevole che ieri da alcune fabbriche metalmeccaniche come Mirafiori sarebbero arrivati qualche fischio e qualche mugugno. «Con un'avvertenza: resta irrisolta l'emergenza salariale» conclude Epifani. Da oggi bisogna impegnarsi per ridurre le tasse sul lavoro».
La crisi di governo diretta emanazione del no ad un accordo sindacale è stato un passo falso.
Il sindacato si è affrettato a rettificare: «Titolazione e contenuto dell'intervista del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani al quotidiano La Repubblica contengono affermazioni mai espresse dal segretario». In particolare il leader sindacale «non ha mai asserito: se le fabbriche votano "no" al protocollo cade il governo». La sinistra sindacale che è stata l'anima della fronda al protocollo si è lanciata sulla presunta gaffe del segretario generale. Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e del direttivo di Prc, ha commentato: «L'intervista di Epifani è la dimostrazione della crisi del gruppo dirigente della Cgil, che da tempo ha perso la bussola. Non è un'intervista sindacale, ma politica. In secondo luogo dà completamente ragione alle ragioni del no al referendum sul welfare». Cremaschi aggiunge: «Epifani ci dà ragione, da tempo diciamo che questo accordo è un disastro, perchè peggiora le condizioni di tanta gente, non ci sarebbe nessuna ragione di firmarlo, se non quella di sostenere il governo».
Non è un referendum sul governo si affrettano a dire Luigi Angeletti (Uil) e Raffaele Bonanni (Cisl): il governo cadrà o meno per altri motivi. Inoltre i due leader sperano che i lavoratori se sono d'accordo con il sindacato e in disaccordo con il governo, votino a favore dell'intesa.(a.f.)

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