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Data: 04/10/2007
Testata giornalistica: Asca
Calabria: Cgil, manca applicazione riforma tpl

(ASCA) - Catanzaro - ''La CGIL e la FILT Regionale
della Calabria denunciano la mancata applicazione della
riforma del TPL (trasporto pubblico locale) della cui
definizione il sindacato ha avuto un ruolo determinante con
l'intento di estendere nel settore diritti e occupazione.
Con la riforma si sarebbero dovute dare prioritariamente
certezze agli utenti, ai lavoratori, alle aziende attraverso
i necessari processi aggregativi''. Lo si legge in una nota
della Cgil e della Filt Calabria.
''E' grave la responsabilita' assunta dalla Giunta
Regionale, e dell'assessorato ai trasporti in primo luogo,
nell'azione di interruzione di tale processo di riforma, pure
presentato dalla Giunta Regionale in forma roboante. Ad oggi
La Giunta Regionale - continua la nota - ha scelto di dare
corso solo alle richieste delle aziende non solo garantendo
la copertura del corrispettivo economico corrente ma
addirittura impegnandosi a riconoscere un pregresso
fortemente oneroso per la Regione. Nei mesi scorsi tale
rivendicazione le aziende interessate l'avevano sostenuta con
modalita' discutibili e strumentali come la serrata trovando
l' opposizione non solo del sindacato, ma anche dell'allora
assessore regionale ai trasporti, on. Naccari Carlizzi''.
''Per contro, gli aspetti qualificanti della riforma, come: l'integrazione vettoriale, tariffaria ed oraria, sono rimasti inalterati; nessun processo connettivo e' intervenuto con il sistema ferroviario calabrese. Di piu' - si legge ancora nella nota - e' irresponsabile che, pur in presenza dei decreti dirigenziali che hanno reso operativo un nuovo soggetto industriale coerente con la legge sul TPL, la Regione Calabria continua a trasferire le risorse ai vecchi concessionari, non piu' legittimati dall'attuale legislazione, commettendo, a parere della CGIL, una palese forzatura anche sul piano
giuridico''.
''La Giunta Regionale si assume con cio' - sostiene la
Cgil - la responsabilita' di assecondare se non di
condividere la lobby affaristica delle aziende di trasporto.
Tali aziende pur di continuare a perpetrare profitti non
mancano all'occorrenza di strumentalizzare i lavoratori non
corrispondendo o ritardano notevolmente il pagamento dei
salari, con conseguenze drammatiche dal punto di vista
sociale, ormai non piu' sostenibili. Sono l'Assessorato ai
Trasporti e il suo Dipartimento, a cui la legge destina
l'esatta applicazione dell'insieme delle norme, oltre ai
compiti di vigilanza e di controllo, a non assolve a tale
funzione''.
La CGIL e la FILT , ritengono, a questo punto,
''necessario la ripresa unitaria di un movimento di lotta di
tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale, sia per
garantire la certezza dei loro diritti contrattuali, che per
qualificare e migliorare il servizio di trasporto nella
nostra regione''.


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