AVEZZANO. Il piano c'è, gli obiettivi sono delineati, ma il sistema delle infrastrutture pubbliche per dare linfa allo sviluppo della logistica integrata nella Regione, chiave di volta per inserirsi nel Corridoio adriatico o ancor più in alto, con le reti transeuropee, necessita di altri investimenti per completare le opere messe in cantiere. A Manoppello che ospita l'altro Interporto abruzzese nella Val Pescara sono in corso i lavori del primo lotto: opere ferroviarie e raccordo con la Roma-Pescara, magazzini, viabilità, centro direzionale, parcheggi e collegamento con la Tiburtina-Valeria. Ma per l'entrata in funzione occorre una seconda tranche di opere. Quadro che si completa con gli autoporti-piattaforme logistiche di Roseto e San Salvo. Anche qui però la strada è ancora lunga per arrivare alla meta e conquistarsi spazi sui mercati. Nel primo, situato in una zona strategica, in posizione intermedia tra i centri intermodali del Corridoio adriatico di Jesi e Val Pescara, vicinissimo a Roseto-Silvi Marina-Pescara-Montesilvano, si sta realizzando un sistema finalizzato alla movimentazione delle merci, stoccaggio, movimentazione, sosta e assistenza. Interventi che necessitano di ulteriori opere integrative. Pure la porta d'accesso all'Abruzzo, nel territorio di San Salvo, a un tiro di schioppo dal porto di Vasto, nella zona più industrializzata della Regione, si trova a metà del viaggio. Per completare il quadro, anche qui occorre inserire ulteriori tasselli. Strada obbligata per una Regione che non vuole perdere il treno dello sviluppo: il futuro, infatti, si gioca su infrastrutture ad hoc, velocità di collegamento e servizi di qualità.