Bocciata la seggiovia Castello-Aremogna Via ai microprogetti
CASTEL DI SANGRO. Bocciato l'arroccamento sull'Aremogna. Per il resto, «l'ipotesi di massima» del Docup Alto Sangro messo a punto dalla comunità montana, va bene.
E' questo il risultato dell'incontro che l'assessore regionale Tommaso Ginoble e quello provinciale Pio Alleva hanno avuto nel pomeriggio di mercoledì con i 13 sindaci altosangrini per fare un primo punto sul progetto finanziato dall'Unione europea, con 24 milioni di euro.
Soldi che, è stato ribadito, rimarranno nell'Alto Sangro anche dopo il tramonto del progetto strategico legato al monte Greco che prevedeva un impianto di trasporto a fune che portasse alla confinante Aremogna.
Un impianto in pratica che avrebbe collegato direttamente e strategicamente l'area Parco con le Cinquemiglia. E un altro progetto simile, messo a punto dal Comune di Castel di Sangro è stato "eliminato" dall'idea generale presentata ieri ai due assessori: Roccaraso non era d'accordo a far salire all'Aremogna un impianto a fune che partisse dalla stazione di Castel di Sangro. Le tre mega schede, una per ogni sub-ambito in cui è stato suddiviso il territorio (area parco, area centrale e altopiano) presentate a Regione e Provincia, riguardano in linea di massima il miglioramento degli accessi, della viabilità e dei collegamenti dell'Alto Sangro.
Ogni Comune ha messo a punto un suo progetto su viabilità e trasporti che ora dovranno essere ricollegati ed integrati in un progetto unico comprensoriale. Entro il 30 novembre, è stato stabilito alla fine dell'incontro, il preliminare di questo progetto dovrà essere presentato alla Regione. Il 31 dicembre la storia del Docup Alto Sangro dovrebbe essere definitivamente chiusa, con i 24 milioni di euro più o meno equamente "spartiti" fra i 13 comuni e con la «strategicità» e lo «sviluppo comprensoriale» rimasti, come spesso accade, scritti solo sulla carta.