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Data: 06/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Trasporto veloce su gomma e su ferrovia. E' questa la sfida per il capoluogo di regione» di Pierluigi Bologna (*)

Le notizie circolate in questi giorni sul destino della tratta ferroviaria Terni - L'Aquila (l'ordine delle città, ahimè, non è casuale), e cioè la sua possibile cessione ad una società privata che a quanto pare versa in condizioni economiche difficili, se confermate spegnerebbero definitivamente la luce della speranza di un concreto miglioramento delle infrastrutture di collegamento del capoluogo di regione, relegando L'Aquila a fanalino di coda quanto a numero ed efficacia dei collegamenti (esempi credo che non ne servano).
Ho appreso la notizia con amarezza e mi sono convinto a scrivere mentre percorro in treno la tratta Roma -Perugia. Sono su un eurostar, non di prima generazione certo, non un fulmine quanto a velocità, non un hotel a cinque stelle quanto a comfort, ma vi garantisco, sempre molto meglio dei, consentitemelo, tristi e costipati autobus dell'Arpa. Ferma a Terni. Roma-Terni (con fermate intermedie a Roma Tiburtina e Orte) 60 minuti (per circa 105 km). Confrontati con l'incerto e indefinito tempo necessario agli autobus Arpa per raggiungere Roma sembrano un attimo, quasi nulla, il tempo di un panino, un caffè e la lettura di un capitolo del libro bianco della Commissione Europea "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte". Possibile che L'Aquila non possa aspirare a nulla di simile? Non può essere troppo per una città che, è vero, sta cercando di riemergere ma che non può non guardare ad un futuro con una rete di collegamenti efficaci ed efficienti per non considerarsi già morta. E non si dica che avvicinando L'Aquila a Roma la prima diventerebbe un quartiere della seconda, come se fosse la peste. I trasporti sono essenziali per la competitività economica e per gli scambi commerciali, economici e Culturali; sono uno snodo fondamentale dei sistemi economici moderni e nessun campanilismo o cieca conservazione e chiusura può far venir meno questo dato o favorire il benessere di una comunità. E comunque, passo per Terni e non penso di passare per un quartiere di Roma quanto piuttosto per un capoluogo di provincia ben collegato con la capitale del nostro paese. A tutto vantaggio dei suoi cittadini. Tra non molto sarò a Perugia (170 km da Roma, il 150% circa della distanza che separa L'Aquila da Roma) e forse sarò arrivato prima di un mio concittadino partito dall'Aquila per Roma nello stesso momento in cui io sono partito da Roma per Perugia. Un paio di anni fa, quando si pianificava il futuro sviluppo e ammodernamento della rete ferroviaria regionale (in altri termini dove investire risorse per fare cosa e dove no) L'Aquila era stata tristemente dimenticata da tutti i rappresentati delle istituzioni coinvolti. Oggi la situazione non sembra molto diversa. Nello scenario migliore attualmente disponibile L'Aquila si dovrà accontentare di trarre qualche beneficio dagli investimenti promossi dalla Città di Roma per spostare il terminal bus a Lunghezza e velocizzare il collegamento da lì al centro. Tradotto in termini di tempo, direi L'Aquila - Roma non meno di 1 ora e quarantacinque minuti (un'ora di autobus, il tempo di scendere e prendere il primo treno senza farsi venire una sincope, diciamo altri 15 minuti, mezz'ora di treno veloce); non un granchè per percorrere 115 km.
Non è possibile fare qualcosa di più? Anzi, fare qualcosa?
Si potrebbe de minimis lavorare in stretto raccordo con la Regione Lazio e la Provincia di Rieti per implementare il collegamento ferroviario L'Aquila-Rieti-Roma (quest'ultima tratta già in progetto).
Si potrebbero fare investimenti con lo strumento del project financing coinvolgendo investitori istituzionali, pubblici e privati. La città ha le risorse mentali oltre che material per farlo? I nostri figli potranno scegliere di vivere a L'Aquila e lavorare a Roma (come già fanno in molti) senza vivere il commuting come un incubo che debba finire al più presto? Potranno andare a vedere una partita del torneo delle Sei Nazioni o uno spettacolo all'Opera con la ragionevole certezza di arrivare in tempo? L'auspicio è che si possa un giorno non lontano arrivare a Roma in un tempo definito e non biblico; ne trarrà giovamento un'intera comunità.

(*) economista

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