ROMA. Un accordo sul welfare si troverà. il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, in un'intervista televisiva a Rai3, si mostra ottimista sul futuro del protocollo sul welfare. Il responsabile del ministero di via XX settembre giudica positivamente le parole del segretario di Rifondazione Giordano e quelle di Lamberto Dini. E si dice sicuro che il referendum indetto dai sindacati tra i lavoratori avrà un buon esito: «Sono convinto che la maggioranza dei lavoratori darà un parere favorevole». Ma Padoa-Schioppa allarga il discorso alla politica economica seguita dal governo, con incursioni anche sui temi della politica.
Ribadisce che se i conti continueranno a essere in ordine, il recupero dell'evasione fiscale sarà destinato a una riduzione dell'Irpef. E si lancia in un'apologia delle tasse: «La polemica anti tasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza. l'istruzione e l'ambiente».
Allargando il discorso all'antipolitica, Padoa-Schioppa si mostra insofferente verso le sue parole d'ordine. A costo di andare contro tendenza, dice no alla riduzione immediata del numero di sottosegretari e ministri.
«Sono contrari a gesti miracolistici», dice il ministro, che reclama una maggiore attenzione ai fatti e ai provvedimenti varati dall'esecutivo. «A un governo si deve chiedere di funzionare e, se si osservano i fatti, questo governo funziona. Perchè è sempre riuscito a fare una sintesi, come nel caso della finanziaria o dell'immigrazione». Dunque niente riduzione del numero dei ministri? «No. Del resto su questa materia si è pronunciato il presidente del consiglio». Padoa-Schioppa concede che Grillo «è il sintomo di una scontentezza diffusa», ma sostiene che anche la società dovrebbe interrogarsi se si sente mal rappresentata dalla politica. E comunque, a suo giudizio, bisognerebbe andare oltre le persone e intervenire anche sui meccanismi del sistema. A questo proposito il ministro chiede di cambiare la legge elettorale. «Aver votato con la legge attuale è già una volta di troppo», sostiene. Non si pronuncia sul modello da adottare, ma osserva che tanto il sistema tedesco quanto quello francese hanno dei problemi. L'importante, sottolinea, è che «il governo sia scelto dagli elettori». Il discorso scivola sulle sue scelte più contestate: la sostituzione del consigliere della Rai Petroni e quella del comandante della Guardia di Finanza Speciale: «Ho fatto due ottime scelte, anche se si è trattato di due passaggi difficili».
Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, critica le parole di Padoa-Schioppa sulle imposte: «Questa cosa bellissima e civilissima oggi è a carico prevalentemente dei lavoratori dipendenti. Il ministro dell'Economia, invece di fare questo Inno alla gioia dovrebbe preoccuparsi di far pagare le tasse agli evasori e di ridurle ai lavoratori dipendenti».
«Padoa Schioppa sta facendo le scarpe a Prodi nella classifica dell'impopolarità. Dopo aver rovesciato una gragnuola di tasse sugli italiani definisce bellissime le sue imposte» è il commento di Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, commentando le affermazioni del ministro dell'Economia. «Nel frattempo - ha aggiunto Bonaiuti - il ministro ha colpito la Guardia di Finanza, il Consiglio di Amministrazione della Rai e tutti i giovani costretti a vivere in casa: ma dove vuole arrivare?».