Si vota. Finite le assemblee, finiti gli applausi, finiti i fischi. Adesso non resta che riempire le urne. Lavoratori e pensionati che si sono fatti un'idea sul Protocollo di luglio potranno esprimere il proprio sì o il proprio no all'accordo. Hanno tempo fino al 10 ottobre. Poi inizierà lo spoglio. Cgil-Cisl-Uil comunicheranno l'esito della consultazione il 12 ottobre. Quale che sia l'esito del voto, la mobilitazione inorgoglisce le confederazioni, che hanno organizzato 50 mila assemblee circa in tutta Italia (con un incremento di oltre il 20% rispetto alla consultazione del 1995). 'Vogliamo superare la percentuale del 65 per cento dei Si' conquistata nel 1995 al referendum sulla riforma Dini. Vogliamo anche ampliare l'area dei votanti: nel 1995 furono 4,4 milioni, oggi puntiamo a 5 milioni'. A dirlo è Mauro Di Luccio, componente dell'Ufficio Organizzazione della Cgil e della Commissione elettorale confederale Cgil-Cisl-Uil per il referendum sul Protocollo: 'Sono obiettivi che si possono raggiungere, vista l'alta partecipazione alle assemblee: i lavoratori mostrano buon senso e voglia di dire la propria, nonostante un disagio e un malessere diffusi e un clima pesante e terribile che si respira nel Paese'. E così conclude: 'La partecipazione e' alta, e non ci sono solo fabbriche dove prevale il No: potrei citare almeno un centinaio di posti di lavoro dove prevale il Si', ma e' giusto e corretto aspettare l'esito finale'.
I dati che arrivano dai territori confermano le affermazioni di Di Luccio.
In Sicilia, ad esempio, sono 2.800 i seggi aperti. Le urne sono in tutti i luoghi di lavoro, nei patronati e nelle sedi sindacali. Sull'isola il voto e' stato preceduto da oltre duemila assemblee nei giorni scorsi e, solo a Palermo, Cgil-Cisl-Uil contano di portare almeno 120 mila persone al voto. In Umbria , invece, le assemblee sono state oltre 1.000, nelle aziende di tutti i settori produttivi e sul territorio
Mentre in Emilia Romagna la consultazione si è chiusa con un bilancio di circa 9100 assemblee. Come hanno spiegato questa mattina in una conferenza stampa i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil regionali Danilo Barbi, Piero Ragazzini e Denis Merloni, è stata un'occasione straordinaria di confronto con migliaia di lavoratori e pensionati, i quali hanno animato una discussione molto libera nel merito dell'intesa: gli ampi consensi raccolti, pur accompagnati da osservazioni critiche, fanno confidare in un esito positivo. "Ma al di là del protocollo e del rapporto col sindacato - ha sottolineato Barbi -, le assemblee sono state occasione importante per toccare con mano un disagio diffuso, un malessere di fondo che i lavoratori esprimono per la scarsa attenzione sociale e politica sui problemi del lavoro e per la questione salariale, sempre più urgente. Questo conferma la giusta scelta della mobilitazione unitaria che Cgil, Cisl, Uil hanno già annunciato con la vertenza nazionale fisco per il lavoro". Per la fase finale delle votazioni sono allestiti in tutta la regione 8500 seggi aziendali, interaziendali, territoriali e itineranti.
Anche Cgil, Cisl e Uil della Sardegna lanciano un appello per il sì, e sono convinte di portare alle urne oltre 100.000 lavoratori perche' una elevata partecipazione 'sia da monito al governo per non modificare l'intesa'. Nell'isola, dove sono stati allestiti 204 seggi, si sono svolte 703 assemblee nei posti di lavoro con una partecipazione di circa 150 mila persone. Il maggior numero nel settore agricolo e forestale (169), seguito dal commercio e dai servizi (94) e dal settore costruzioni. Le assemblee sono state piu' numerose nel cagliaritano (188), nel sassarese (144) e nel nuorese (102). 'La mobilitazione è stata straordinaria - ha detto il segretario generale della Cgil sarda Giampaolo Diana - in un periodo caratterizzato, peraltro, da molteplici impegni per il sindacato. Nelle assemblee, oltre a qualche critica, abbiamo avvertito un fortissimo interesse sulla parte previdenziale dell'accordo e, in particolare, sulla rivalutazione dei coefficienti delle pensioni dopo ben 17 anni'.
Sono 5000 circa i seggi complessivamente istituiti in Piemonte, mentre in Lombardia ai 1.125 i seggi territoriali predisposti si sommano altri migliaia installati nei luoghi di lavoro. Allestiti dal sindacato anche due gazebo, in piazza San Carlo a Milano e in viale Marelli a Sesto san Giovanni, davanti alla sede di Cgil, Cisl e Uil regionali. Il voto e' stato preceduto da 14.500 assemblee, 2.500 in piu' rispetto all'ultima consultazione referendaria del 1995. I seggi territoriali predisposti dai sindacati regionali sono a Milano (267), Brescia (181), Bergamo (113), Cremona (75), Varese (72), nella Brianza (66), Mantova (65), Legnano (61), Lecco (52), Como (47) e Sondrio (42).