Le scelte che si vanno compiendo in ordine alle «quadrature» di bilancio degli enti locali, segnalano che rischiamo di entrare in una nuova, preoccupante, stagione di imposte e tariffe. Il Comune di Pescara fa sapere che recupererà 800 mila euro con l'introduzione dell'imposta aggiuntiva Ire (1x1000), perché le casse devono essere rimpinguate. Si annunciano revisioni tariffarie su gas, Enel, rifiuti, acqua. La condizione debitoria della Regione, in relazione ai conti ufficializzati dalla giunta in merito alla spesa sanitaria, introduce «sospetti» su interventi tassativi anche a livello regionale.
Dinanzi a questi scenari vi sono alcune questioni che vanno espresse con chiarezza, anche se sicuramente pesano sui bilanci degli enti le politiche finanziarie del governo di centrodestra che in questi anni ha tagliato risorse. Regione e Comuni devono sapere che saranno inaccettabili per il sindacato politiche finanziarie e tariffarie avulse da un contesto di regole di confronto che permettano di individuare le priorità sociali e gli obiettivi di riorganizzazione della spesa, partendo dal risparmio, in funzione innanzitutto della riduzione degli inutili costi «sovrastrutturali» del sistema politico (enti strumentali, enti d'ambito, consigli di amministrazione, consulenze). Partendo anche dalle necessarie coerenze di politica sanitaria che vedano confermate le linee di qualificazione del sistema pubblico e di razionalizzazione della spesa, evitando inaccettabili incoerenze come i recenti accreditamenti a strutture private, dando priorità ai bisogni dei cittadini, dei pensionati, delle fasce di maggior disagio.
Imponendo un chiaro segno di qualità nella scelta dei servizi da garantire evitando i rischi di privatizzazione, di riduzione e dequalificazione dei servizi, di deterioramento e precarietà delle condizioni di lavoro e rispetto delle norme contrattuali e di sicurezza, imponendo nei bandi di gara di appalto, anche nei servizi, clausole certe per la determinazione e il controllo dei costi reali. Bisogna indicare con chiarezza la linea che si intende seguire in merito al ruolo del confronto con le parti sociali, se si vogliono costruire percorsi di responsabilità e consenso sulle scelte.
Ci sembra che fin qui vi sia stato, da parte delle amministrazioni locali e regionale, un atteggiamento «biforcuto»; da un lato grande esaltazione verbale e propagandistica della forma concertativa, dall'altra la pratica decisionista e avulsa da qualsiasi confronto. Sono mesi che aspettiamo una risposta da Comune e Provincia di Pescara su una proposta delle segreterie di Cgil, Cisl e Uil in merito ad un protocollo di regole sul confronto tra parti sociali ed amministrazioni in funzione delle scelte di bilancio, proprio nell'ottica di quello spirito concertativo enunciato.
Abbiamo purtroppo assistito, fin qui, ad una pratica dilatoria che ci ha visto spesso essere soggetti informati tramite stampa delle scelte compiute dalle amministrazioni (ultima e non per importanza, quella della tassa comunale). Diciamo che siamo contrari nel metodo e nel merito con le scelte dell'amministrazione comunale di Pescara sulla nuova politica impositiva, e se non vi saranno modifiche, nei metodi di confronto e nelle scelte di merito, saremo costretti ad aprire una fase vertenziale per rivendicare le ragioni e gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate pescaresi che non possono essere gravati da un ulteriore balzello decurtativo.
* Segretario Cgil Pescara