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Data: 09/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Referendum, affluenza in altalena. «Buona» per Cgil-Cisl-Uil, ma arrivano anche segnali contraddittori

Voto al rallenty in alcune fabbriche dove più forte è stata la contestazione. Urne aperte fino a domani. Appello di Bertinotti: votate. Per Rizzo (Pdci) ci sono pochi controlli

ROMA. Senza entusiasmo è cominciato il voto del referendum sul welfare che si chiuderà alle 14 del 10 ottobre. L'esito ufficiale verrà reso noto il 12 ottobre. Nelle industrie dove più alte sono state le contestazioni, più bassa è stata la partecipazione al voto.
Obiettivo di Cgil, Cisl e Uil: cinque milioni di lavoratori alle urne, per dire sì o no al protocollo siglato dai segretari confederali con il governo il 23 luglio sulle pensioni, sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulla precarietà del lavoro. Ieri è stato il primo giorno utile per il voto nei trentamila seggi aperti. Il sindacato ha dato prova di grande organizzazione. Hanno votato i lavoratori dipendenti, i pensionati, i precari e i disoccupati, con la la busta paga, con il libretto della pensione o il certificato di collocamento. La platea idealmente raggiungibile è sui 15- 16 milioni. Le confederazioni vorrebbero superare il risultato del referendum del 95, quando si ebbero 4,4 milioni di votanti. Allora si raggiunse il 64 per cento dei consensi.
Le confederazioni assicurano che l'affluenza è buona. Anzi secondo Raffaele Bonanni (Cisl) «la politica stia lontana dal mondo del lavoro. La gente accetta di buon grado l'accordo e nella stragrande maggioranza dei posti di lavoro c'è un clima di serenità anche se è vero che qualcuno vuol disturbare questa serenità. Ma costoro stanno investendo male i loro talenti. Noi intanto ci stiamo preparando a dare battaglia per alzare i salari e abbassare le tasse». Una nota ufficiale parla di una «positiva affluenza alle urne». Il presidente dela Camera Bertinotti ha esortato al voto perchè «è una prova di democrazia molto importante. Non sono molti i paesi in cui le organizzazioni sindacali riescono a fare una consultazione di questa ampiezza su un tema così importanti». Per Guglielmo Epifani (Cgil) ci «sono buoni segnali di affluenza, è importante che ci sia una partecipazione alta e convinta, un voto consapevole».
Ci sono però zone di ombra, dove i sindacati hanno subito dure contestazioni. Oggi a Mirafiori è previsto «un volantinaggio a tappeto, per ribadire l'importanza dell'occasione referendaria». A Melfi le urne sono andate deserte e in tutta la Basilicata solo il 10 per cento ha votato. Alla Piaggio di Pontedera il primo giorno hanno votato 660 lavoratori su un totale di 3500. In Campania invece, i sindacati annunciano una forte partecipazione al voto e in Calabria si dice che i seggi aperti sono stati 1517, «al fine di dare a tutti la possibilità di esprimere il proprio voto». C'è anche chi sostiene che le votazioni non avvengono regolarmente, come Marco Rizzo del Pdci che sostiene di aver la prova «di troppi episodi in cui è stato possibile votare in più seggi, senza esibire documento alcuno e senza registrare il proprio nome».

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