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Data: 11/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE REFERENDUM (AVEZZANO) - Referendum, ecco il risultato in Marsica. Nei trasporti e nell'industria prevale il sì, in pochi alle urne alla Micron

AVEZZANO. Nelle grandi fabbriche del Nord Italia, dove la Fiom-Cgil ha il suo nocciolo duro, i metalmeccanici hanno seppellito il referendum sul protocollo del welfare sottoscritto a luglio tra il governo Prodi e i sindacati sotto una valanga di no. Nella Marsica, invece, le tute blu si sono spaccate quasi a metà, con un dato finale (anche se manca qualche azienda) che fotografa una sostanziale parità, seppur con una lieve prevalenza dei sì: 518 a 502.
Nel settore trasporti, su ferro e gomma, i lavoratori hanno optato a grande maggioranza per il sì, alla Comunità montana Valle del Giovenco ha vinto il no: 14 a 5.
Nella più grande azienda della Marsica, la Micron, ha vinto l'astensionismo. Solo un quarto dei 2.055 dipendenti della multinazionale Usa ha deposto la scheda nell'urna: 564 persone. In 318 hanno espresso il voto contrario, 214 i favorevoli, 3 le schede nulle e 2 le bianche. In altre sette aziende marsicane la battaglia sul referendum si è chiusa con un 4 a 3 a favore dell'intesa. Alla Silver car hanno votato in 75 con una forte prevalenza dei favorevoli: 64 a 11. Alle officine Maccaferri di Celano hanno detto sì in 47, mentre 7 lavoratori hanno bocciato l'intesa. Risultato bulgaro pro accordo alla Assut di Magliano dei Marsi, dove a tenere alta la bandiera del no è rimasto un solo lavoratore: gli altri 66 si sono espressi a favore. Vittoria di stretta misura per il sì alla ex Brenta, ora Imb, dove la conta finale ha fatto registrare un 16 a 13. Sul versante opposto, anche se con una differenza contenuta, il voto alla ex Olivetti di Carsoli: è finita 70 a 60. Molto più marcata la bocciatura alla Smc Italia di Carsoli, dove i dipendenti hanno bocciato il protocollo sul welfare con un secco 54 a 22. Pollice verso anche alla Marel: 28 voti contrari e 6 favorevoli.
Nel settore trasporti della Marsica, i "cugini" delle Ferrovie e dell'Arpa hanno promosso a pieni voti l'accordo sul welfare: dei 189 ferrovieri che hanno depositato la scheda nell'urna ad Avezzano, 125 hanno detto sì, 64 no. Netta affermazione anche nel settore gomma dove i sì hanno raggiunto quota 72, mentre i no si sono fermati a 18.

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