Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.719



Data: 11/10/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, nuovo buco di 29 milioni. Il Governo chiede che i soldi escano dal bilancio regionale

I fondi erano stati impegnati in progetti obiettivo e non possono essere impiegati in altri settori

L'AQUILA. Un nuovo buco nel deficit della sanità abruzzese. Servono ancora 29 milioni di euro per far quadrare i conti con il Governo nazionale ed avere la certezza che nella verifica decisiva del 25 ottobre a Roma venga scongiurato ogni pericolo di commissariamento ed aumento di tasse.
Il piano di rientro, in vigore fino al 2009, concordato con l'esecutivo nazionale, sta diventando un vero incubo per la Regione che rischia seriamente la bancarotta. Dell'ingente somma, i tecnici regionali del bilancio avrebbero scovato 14 milioni nelle economie all'interno del Bilancio: i 15 milioni mancanti devono uscire fuori da ulteriori tagli alle spese correnti degli assessorati.
Il nuovo allarme è scattato lunedì nella riunione del tavolo di verifica a Roma, ma è stato per così dire, compreso fino in fondo, solo ieri: l'atteggiamento di assoluto rigore dei ministeri di Economia e Sanità nei confronti delle sei Regioni in difficoltà sulla Sanità, ha consigliato gli amministratori regionali di reperire nel bilancio 2007 anche i 29 milioni, soldi che provengono dallo Stato, mentre il Governo chiede soldi del bilancio regionale.
Questo per evitare ogni appiglio negativo nella verifica del 25 ottobre. La variazione di bilancio, approvata dalla giunta ed inviata al Consiglio, deve essere così aggiornata di 29 milioni, lievitando complessivamente da 57 a 86 milioni di euro. E' questa, infatti, la somma che, secondo il governo nazionale, deve essere restituita al bilancio della Sanità (costituita da circa 2 miliardi e 46 milioni) se la Regione non vuole vedersi bocciare il piano anti-deficit.
La situazione è drammatica: oggi all'Aquila è stato convocato un summit alla presenza del segretario generale della presidenza della giunta, Lamberto Quarta, dell'assessore regionale al Bilancio Giovanni D'Amico e dei presidenti delle commissioni, sanità, Antonella Bosco, e bilancio, Angelo Orlando. Poi, sarà convocata anche una giunta ad hoc e successivamente dopo una riunione con i capigruppo della maggioranza di centrosinistra comincerà l'iter in Consiglio regionale.
E dopo il recente drastico prelievo di fondi dai vari settori della Giunta per recuperare circa 51 milioni di euro e il sacrificio della Omnibus per trasferire altri 6 milioni alla sanità, in queste convulse ore sta andando in scena lo svuotamento dei capitoli di spesa degli assessori. L'emergenza impone una spasmodica corsa contro il tempo: in 13 giorni la manovra di bilancio e la modifica alla Omnibus devono essere esaminate dalla Commissione Bilancio ed approvate dal Consiglio regionale, la cui prima riunione utile è stata fissata per il 23 ottobre. L'impressione, secondo la Cdl, inoltre, è che non tutti, nella maggioranza di centrosinistra, si sia resa conto della gravità del momento: «e non contribuisce», osservano dalla Cdl, «a creare una esatta consapevolezza della situazione le grandi manovre in atto per le primarie del partito democratico ormai in dirittura d'arrivo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it