Maggioranza di contrari alla Sevel, Honda, Micron e al polo elettronico aquilano
PESCARA. Il sì al referendum sul protocollo sul welfare firmato il 23 luglio conquista in Abruzzo il 70% dei voti. Ma è soprattutto il tessuto delle piccole e medie imprese a dare la spinta al consenso. Perché nelle grandi industrie prevale soprattutto il no, almeno tra coloro, circa il 60% del cento, che sono andati alle urne. In provincia di Chieti, secondo i dati diffusi dalla Fiom Cgil, con 6.048 voti, pari al 70,8%, i no si sono affermati sui sì che hanno fatto registrare il 26,3% (2.251 voti). In particolare, netta l'affermazione dei no alla Sevel di Atessa, la più grande azienda abruzzese, dove hanno votato 3.688 lavoratori su 6.882 aventi diritto. I no sono stati 3.151 contro i 477 sì. I no si sono affermati anche in altre grandi fabbriche della Val di Sangro quali Honda, Honeywell, Pierburg, Hydroalluminio.
La roccaforte dei sì è nel Teramano, dove il referendum sul welfare ha visto innanzitutto un'alta affluenza alle urne e poi una consacrazione dell'accordo di luglio. I votanti nei 241 seggi allestiti nella provincia sono stati 15.770. Un'affluenza addirittura superiore al referendum del nel 1996, quando votarono meno di 14mila lavoratori.
I sì all'accordo interconfederale sono stati nettamente prevalenti: 11.471 (il 72,7%) contro 3.952 no (il 25%). Le schede bianche e nulle sono state 358 (il 2,3%). I sì hanno sbancato in molte aziende, di diversi settori. Due per tutti. Su 121 votanti i sì sono stati 115 contro 4 no alla Toto spa mentre all'Aran Word su 178 votanti ci sono stati 160 favorevoli e 11 contrari.
Nell'Aquilano dove i votanti sono stati 17 mila (di cui 2500 pensionati) prevalgono i sì con il 76%, i no seguono al 22%, 2% le schede bianche. Ma i no prevalgono nelle aziende del Polo elettronico (76%). Prevalenza di no anche alla Micron di Avezzano (318 contrari contro 214 favorevoli); 78% di no alla Magneti Marelli di Sulmona.
Nel Pescarese sono stati 15.500 i voti espressi dai lavoratori con il 75,5% dei sì e il 24,5% dei no.