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Pescara, 06/05/2026
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12/10/2007
Il Messaggero
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Del Turco da Prodi con cinque progetti «Non vogliamo mance, ma sostegno». Incendi, oggi il Governo sullo stato d'emergenza |
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L'AQUILA - «Non ci sono condizioni ostative perché domani (oggi per chi legge; ndr) non vada in Consiglio dei Ministri la dichiarazione di stato di emergenza per l'Abruzzo in relazione, agli incendi di questa estate». Così il governatore Ottaviano Del Turco, particolarmente soddisfatto al termine dell'incontro avuto ieri con il premier Romano Prodi, a Palazzo Chigi. «Il Governo -spiega Del Turco- ha ritenuto ben supportata da elementi tecnici l'istruttoria per la richiesta dello stato di emergenza presentata dalla Protezione civile regionale dopo gli incendi dell'estate che hanno penalizzato il nostro territorio. Questo ci permette di essere particolarmente ottimisti sul fatto che la richiesta della Regione verrà licenziata dal Consiglio dei Ministri». Durante il colloquio con Prodi, durato circa 45 minuti, Del Turco ha anche affrontato la questione della recente alluvione che ha colpito gran parte del territorio della provincia di Teramo, sottolineando «il grande lavoro che sta facendo la Protezione civile regionale supportata dal Dipartimento nazionale». Poi si è parlato del bilancio regionale e della necessità di risorse per investimenti in grado di sostenere lo sviluppo abruzzese. «Il presidente del Consiglio -dice ancora il governatore- conosce la nostra proposta di cinque progetti di investimento che toccano diversi settori produttivi della regione. Si tratta di una proposta in grado di dare impulso e rafforzare la ripresa in alcuni settori produttivi, in modo da portare la ripresa economica della regione ai livelli di quella nazionale. Allo stesso modo ho detto a Prodi che l'Abruzzo non ha certo bisogno di "mance", ma solo del sostegno necessario per accelerare il processo di cambiamento che è già in atto. Quello che dobbiamo assolutamente combattere è la vecchia mentalità di fare politica secondo la quale bisogna spendere perché poi qualcuno paga i debiti. E noi la combatteremo».
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