Damiano: "Nessuna riscrittura, solo trasposizione in normative di legge"
ROMA - La Confindustria e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni contestano le modifiche apportate oggi dal Consiglio dei Ministri al Protocollo sul welfare firmato il 23 luglio, e chiedono che vengano riconvocate le parti sociali. Secondo l'associazione degli industriali sono state introdotte non "lievi modifiche" alla disciplina dei contratti a termine. Anzi, "per certi versi, si è proceduto ad una vera e propria riscrittura della disciplina complessiva". Anche Bonanni si scaglia contro le modifiche unilaterali e chiede: "Il governo riconvochi subito le parti sociali".
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"Spero - dice Bonanni in una nota - che il testo del collegato non sia stato scritto dal governo a 'maglie larghe', come un escamotage per superare le questioni interne della maggioranza e creare problemi al sindacato e alle imprese. In ogni caso, per la Cisl, nessuna modifica al testo deve essere inserita nel testo del protocollo senza l'accordo esplicito delle parti che l'hanno condiviso. Questo è un principio basilare della concertazione".
"Si tratta di modifiche che non intervengono solo sulla legge del 2001 ma peggiorano anche le norme del 1962", contestano gli industriali. Modifiche previste, secondo Confindustria, "senza che vi sia stata alcuna intesa in tal senso".
In dettaglio, si legge nella nota di Confindustria, "La limitazione dei contratti a termine a 36 mesi, più una 'proroga assistita', viene adesso disciplinata con un meccanismo così rigido che in settori come quello dell'industria alimentare e dell'industria del turismo, caratterizzati da un elevato numero di lavoratori stagionali, creerà situazioni di grande incertezza".
"Vengono poi previsti - proseguono gli industriali - nuovi limiti al ricorso ai contratti a termine stipulati per 'punte di attività', per opere o servizi straordinari o occasionali e a tutte le ipotesi di assunzione con contratto a termine di giovani dopo un periodo di stage o di lavoratori ultracinquantenni. In tutti questi casi, il disegno di legge prevede ora che siano stabiliti limiti percentuali massimi di utilizzazione".
A questo punto, Confindustria chiede una riapertura della discussione, dal momento che le modifiche apportate oggi in Consiglio dei ministri sono "scelte precise che il governo ha fatto in aggiunta alle intese con le parti sociali". Gli industriali si dichiarano d'accordo sulla necessità "di contrastare il rischio di abusi nell'utilizzo dei contratti a termine", ma "senza irrigidire il mercato del lavoro".
La replica del ministro del lavoro Damiano non si fa però attendere: "Non c'è nessuna riscrittura ma una trasposizione del Protocollo in normative di legge. Per quanto riguarda le due specifiche sul contratto a termine relative alla deroga assistita presso la direzione provinciale del lavoro, la precisazione è relativa al fatto che questa deroga avviene una volta sola in presenza dei sindacati comparativamente più rappresentativi. Queste specificazioni sono il frutto di un confronto avvenuto con le parti sociali, compresa la Confindustria, nei giorni scorsi, e su questi argomenti".