I conti delle Asl. Sotto esame i bilanci di Pescara dal 2004 al 2006: un "errore" da cento milioni di euro
PESCARA - Tagliare consulenze, esternalizzazioni e convenzioni con i privati per risparmiare, nella sola Asl di Pescara, ben 15 milioni di euro. Bottino ben più grande se l'operazione venissa fatta in tutte le sei aziende regionali: «Invece si continua a tagliare, indiscriminatamente, solo sul personale» attacca Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil. Il dito è puntato contro i conti della Asl e la gestione 2004/2006, l'ultimo biennio dell'era targata Angelo Cordone «con una politica che ha ridotto l'attività della struttura pubblica, incentivando la spesa privata ed esternalizzata, incrementando esponenzialmente costi e debito». E lo studio fatto dalla Cgil parla chiaro: «C'è uno scostamento tra il dato per la spesa del personale, riferito al 2004, presente sul piano di risanamento ed il bilancio della Asl: 148 milioni di euro anziché 158. E' un errore di valutazione o di chi ha redatto il piano?». Ma lo studio del sindacato è impietoso: dal 2004 al 2006 il deficit della Asl è cresciuto del 107% passando da 45 a 94 milioni. La spesa del personale è cresciuta del 9,5%, quella per le consulenze del 27,9%, i servizi esternalizzati addirittura del 32,8%. E non è tutto perché l'elenco segnala l'aumento della spesa per l'assistenza specialistica privata del 28%, la mobilità extra regionale del 6,7% e quella della diagnostica privata addirittura del 92%. «E questi sono solo i dati di Pescara - dice Castellucci -. Ci piacerebbe sapere se anche nelle altre aziende si siano verificati scostamenti come quello di Pescara. Se così fosse, la Regione rischierebbe la bancarotta». Dunque, il sindacato, partendo dai numeri, chiede l'immediata convocazione del tavolo triangolare tra Regione, direzione sanitaria della Asl e organizzazioni sindacali così come previsto dal protocollo d'intesa sottoscritto a luglio con il ministro della Sanità Livia Turco «totalmente disatteso dall'assessorato regionale alla sanità - denuncia Paolo Castellucci -. Abbiamo chiesto di effettuare dei risparmi su diversi capitoli di spesa». L'elenco di Castellucci prevede un taglio del 50% delle consulenze con un risparmio di 1 milione e 600mila euro, 10% sulle esternalizzazioni che frutterebbero 2 milioni e 180mila. Taglio netto del 50% sulla diagnostica privata che permetterebbe un risparmio di 3 milioni di euro e del 10% sulla specialistica privata che permeterebbe alla Asl di avere in cassa altri 6 milioni e 300mila, infine abbassamento del 10% della mobilità extraregionale con un altro milione e 900 da mettere da parte per un totale di circa 15 milioni di euro. «Nella Asl pescarese si taglia solo sulla spesa del personale che rappresenta il 29% del totale, noi vorremmo cominciare a discutere del restante 71% della spesa. La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Il rigore sul personale determina una situazione disastrosa per malati e lavoratori». La sveglia è suonata, un incontro tra direzione generale della Asl e sindacati si svolgerà martedì prossimo.