SULMONA. Altro sabato nero per i pendolari della linea Roma-Pescara. Ieri, il treno partito dalla Cačitale in direzione Avezzano, č arrivato con 30 minuti di ritardo.
A causare lo stop forzato del convoglio, che ha solcato i binari della stazione marsicana alle 10, invece che alle 9,30, č stato un guasto del locomotore avvenuto a Lunghezza.
Le proteste e i malumori dei numerosi passeggeri si sono notevolmente amplificati durante il resto del tragitto. Invece di recuperare minuti preziosi per non perdere le varie coincidenze, il treno ha accumulato altro ritardo.
Dopo una fermata di oltre 10 minuti alla stazione di Goriano Sicoli, attesa necessaria per lasciare il passo al treno provniente dalla direzione opposta e diretto alla Capitale, il convoglio ha ripreso il suo lento cammino arrivando a Sulmona con circa un'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia.
«Siamo stufi di dover subire quotidianamente gli stessi disservizi», ha protestato un gruppo di persone diretto a Castel di Sangro, «č vergognoso perdere sempre la coincidenza e aspettare ore per la corsa successiva in una stazione nella quale non esiste neppure un bar, mentre la pulizia dei servizi igienici lascia molto a desiderare».
I ritardi hanno interessato la maggior parte dei treni disponibili la mattina. La circolazione ferroviaria č tornata normale solo nel pomeriggio. L'odissea dei pendolari sulla Roma-Pescara, dunque, continua.