PESCARA - Un successo. E' la definizione data dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, ai risultati del referendum sull'accordo siglato con il governo, lo scorso luglio, in materia di previdenza e lavoro. Circa 70mila lavoratori si sono recati a votare ed ha prevalso il "sì" con una percentuale del 69,79% mentre il "no" si è attestato al 30,21. Tra le 14 categorie chiamate al voto, il "no" ha prevalso solo tra i metalmeccanici: su 14.280 votanti i favorevoli sono stati poco più di 4.200 mentre i contrari circa 9.700 con il "no" che ha toccato quota 69,35% ed il "sì" a malapena il 30. «I metalmeccanici sono una categoria dove il malessere è più evidente -commenta Maurizio Spina, segretario confederale della Cisl- , uno scontento che riguarda il famoso scalone e gli impegni assunti dal centrosinistra in campagna elettorale e non mantenuti». Di tutt'altro avviso i pensionati, che hanno espresso il loro favore all'accordo con una percentuale del 95,64% seguiti dagli edili con oltre il 91% e poi gli intercategoriali con circa l'88%.
«L'appuntamento referendario -commenta Spina- è stato ampiamente positivo. La partecipazione è stata superiore a quella del referendum sulla riforma Dini del 1995. Certo, si tratta solo di una tappa di un cammino molto più ampio e che è solo all'inizio». Di certo è impressionate constatare che tra quei 19.915 contrari, quasi 10mila provengano solo dai metalmeccanici. Favorevoli all'accordo i tessili ed i dipendenti di poste e del comparto telecomunicazioni, così come i chimici e quelli dell'agroalimentare. Bene anche nel mondo della scuola, dove il referendum è passato senza grandi patemi d'animo «ma in questo caso -specifica il segretario della Cisl- ha giocato un fattore di rilevante importanza il rinnovo del contratto con quei 140 euro mensili lordi, per loro non c'era motivo di bocciare l'accordo».
Positivi i risultati provenienti dai lavoratori edili che in circa 4.800 si sino recati alle urne assieme al migliaio del settore elettrico. Bene anche la funzione pubblica che a Cgil, Cisl e Uil ha dato il suo voto favorevole con oltre il 75%, percentuale simile a quella del mondo dei trasporti, dove a votare sono andati in 2.265. La volata vincente però è arrivata dai pensionati che hanno scelto il "sì" in 7.883 rispetto ai 7.900 votanti. Partita patta nel comparto bancario ed assicurativo dove, però prevalgono dinamiche aziendali.
«E' stato un buon risultato -conclude Spina- ma riconosciamo che le condizioni salariali sono inadeguate. Lo abbiamo chiesto al Governo e ribadiamo la nostra domanda: occorrono più risorse per il recupero fiscale di salari e pensioni che sono erosi quotidianamente dall'alto costo della vita».