PESCARA. Primo giorno da segretario del Pd abruzzese per Luciano D'Alfonso. Ieri il sindaco di Pescara ha sentito al telefono Tommaso Ginoble col quale si incontrerà tra domani e dopodomani. Ha passato buona parte del pomeriggio a leggere e a rispondere ai 1200 messaggi sms di congratulazioni che gli sono arrivati sui quattro telefonini. Ha quindi incontrato alcuni consiglieri regionali con i quali si è informato sulla riunione di maggioranza di questa mattina.
Sindaco, questa mattina in regione si parlerà della legge Omnibus e della manovra di risanamento. Cosa ha detto ai consiglieri del suo partito?
«Li ho incoraggiati a fornire tutta la collaborazione positiva perché sia avvertita la priorità del risanamento, non togliendo però significato all'impegno assunto con alcune realtà territoriali, impegno che può trovare precisazione in corrispondenza della finanziaria. Ma oggi la nostra priorità è risanare il bilancio regionale».
E in primo luogo il bilancio della sanità. Cosa pensa della politica messa in atto dalla giunta regionale?
«C'è uno sforzo riformatore in atto che noi dobbiamo sostenere. Contemporaneamente dobbiamo riorganizzare con il massimo della nettezza alcune storture ereditate dal passato».
Per esempio?
«Una delle principali è l'inappropriatezza dei ricoveri, e poi la visione ospedalocentrica. Dobbiamo costruire le condizioni per una territorializzazione della sanità che si combini con effetive politiche sociali».
Ricorda la lettera inviata a Del Turco del segretario della Margherita Giorgio D'Ambrosio? Dopo il 14 cambia tutto, aveva detto. Sarà così? Si andrà verso un rimpasto della giunta?
«Io per fortuna oltre a osservare il passaggio della corrispondenza parlo anche con le persone che hanno diretto i partiti che sono confluiti nel Partito democratico. Quello che ritengo si sia voluto dire è che con il 14 ottobre cambiano anche le figure che hanno la responsabilità della guida del nuovo partito, perché entrano in campo nuove sensibilità e nuove soggettività».
E dunque?
«Si modifica il quadro dirigente politico del partito. È una modifica oggettiva, ma vorrei rimarcare che l'iniziativa del partito è autonoma rispetto ai livelli istituzionali. Il suo compito è di valorizzare i risultati già raggiunti e supportarne le ulteriori decisioni, grazie a una costante fornitura di nuove idee e motivazioni».
Nei nuovi quadri dirigenti del partito quanto spazio avrà la cosiddetta società civile?
«Il Pd sarà un cantiene straordinariamente inclusivo nei confronti dei mondi più vitali della società e dei segmenti più vivaci del volontariato, dell'economia e della cultura. E poi siamo nella condizione fortunata che il Pd avrà un bel lasso di tempo di fertilità costituente».
Sindaco, si ripresenterà alle prossime elezioni amministrative a Pescara?
«Voglio mettere in evidenza che ormai Pescara si è qualificata come un luogo significativo dell'impegno politico del centrosinistra. Abbiamo una classe dirigente consolidata e diffusa. Non siamo più nelle condizioni del 2003, e molta acqua favorevole è passata sotto i ponti. Dal 2003 abbiamo superato tutti gli appuntamenti elettorali, ogni volta con ottime performance».
Dunque non c'è più un uomo solo al comando.
«Allora c'era una situazione di necessità. Oggi c'è una pluralità di soggetti politici che può guidare l'impegno del centrosinistra in vista delle prossime elezioni».
E lei?
«Io mi sento parte di questo patrimonio. Sono a disposizione di ciò che la coalizione mi chiederà di fare».