Ieri è stato l'ultimo giorno di lavoro di «Elio, l'ultimo capo stazione» di Porta Nuova, come ha scritto il Centro in un articolo a lui dedicato il 21 aprile 1999. Elio ha lottato per salvare la stazione di Pescara Porta Nuova dall'abbattimento totale. E c'è riuscito.
Ora può andare in pensione tranquillo, certo che la facciata di quell'edificio, dove andava a nascondersi quando marinava la scuola e che poi sarebbe diventato per lui casa e lavoro, rimarrà ancora per tanto tempo a ricordargli i momenti più significativi della vita, ferroviaria e non; dove ancora oggi sembra di sentire il fischietto di quel capo stazione eroe che, l'8 settembre del '43, salvò centinaia di soldati italiani in fuga sottraendoli ai tedeschi; dove bastava affacciarsi sul terrazzo e chiudere gli occhi sulla bellezza del "Grand Hotel" per immaginare la presenza dei più grandi personaggi del '900, compreso Mussolini salvato dai tedeschi. Oggi Elio non abita più sulla stazione, gli è stato chiesto "gentilmente" di lasciarla. Lui non si è fatto pregare. Ora abita fuori città ma la sua vita lavorativa si conclude qui, a Pescara Porta Nuova, allo scalo merci di Trenitalia Cargo, dove finora ha gestito la produzione dei treni merci d'Abruzzo e Molise curando particolarmente la manovra degli stessi e la sicurezza del personale.
E' certamente una coincidenza che farebbe riflettere chiunque: lasciare la nave (Pescara PN) proprio quando questa affonda. Ma la realtà è diversa: Pescara Porta Nuova non affonda, anzi risorge, come l'Araba Fenice, dalle sue stesse ceneri. Certo, Elio in quelle ceneri ha molti ricordi. Ma la spiga non può nascere se il seme non muore. Tutto ciò che muore di Pescara PN, sparisce perché obsoleto, ma verrà rimpiazzato da qualcosa di nuovo e più funzionale. Almeno, questa è la speranza di Elio. Ed è proprio con questa speranza che lascia il testimone ad altri più giovani di lui, per portare avanti certe battaglie. Ora vivrà delle piccole soddisfazioni che gli verranno dalle sue passioni: la musica, la fotografia e soprattutto continuare a battere a scacchi il fratello Eliseo, preside dell'Aterno e suo grande rivale. Con questo Elio saluta e ringrazia tutti, in particolare Il Centro che è stato sempre molto attento e presente nella sua vita artistica e lavorativa.
(*) l'ultimo capostazione