Si torna alla lettera del Protocollo. O almeno, il governo l'ha promesso ai sindacati. Le scollature tra il disegno di legge approvato dal consiglio dei ministri e l'intesa di luglio saranno limate, annullate, ma l'esecutivo ha solo un paio di giorni per presentare il nuovo testo a Cgil-Cisl-Uil, in tempo perché gli esecutivi unitari dei sindacati possano ratificare l'esito del referendum sul welfare il prossimo 18 ottobre. Questo il risultato dell'incontro odierno tra il premier Romano Prodi e i leader di Cgil, Cisl e Uil (Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti). Alla riunione hanno partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Enrico Letta, i ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e del Lavoro Cesare Damiano.
'Il governo ha dato la sua disponibilita' a rivedere le parti del Protocollo che non corrispondono all'accordo firmato a luglio. Entro giovedi', per la riunione degli esecutivi unitari, dobbiamo sapere se e' stato ristabilito o no'. Lo ha spiegato Epifani al termine dell'incontro, aggiungendo che "è un momento delicato, bisogna fare in fretta, prima che il testo vada in Parlamento. Si tratta di un problema di coerenza, di rispetto degli accordi sottoscritti e anche verso l'esito della consultazione tra i lavoratori". Giovedi' - ha aggiunto Epifani -nel corso degli esecutivi unitari quando sara', 'ristabilito' il testo sul Protocollo sul Welfare "decideremo che fare".
'Il governo ha compreso bene, e ha detto che vi sara' il rispetto integrale dell'accordo. Nelle prossime 48 ore faranno delle limature'. A dirlo è Raffaele Bonanni: ''Abbiamo notato distonie tra Protocollo e provvedimento, e abbiamo chiesto ragione al governo. Il Palamento e' sovrano ma il governo e' parte contraente, e su ogni questione deve fare i conti con le volonta' di ogni singolo soggetto. Non possono essere portate modifiche senza che una parte ne sappia nulla'.
"Il governo deve onorare gli impegni con le parti sociali rispetto all'accordo del 23 luglio. In caso contrario, il sindacato reagirà, così come fa in tutte le occasioni quando degli accordi vengono disattesi". Lo ha detto Luigi Angeletti
Per l'esecutivo ha parlato il ministro Damiano, il quale ha assicurato che il testo del protocollo resta ''l'esclusivo punto di riferimento del governo''. Le osservazioni avanzate dal sindacato ''riguardano il problema della trasposizione'' e da parte del governo c'e' ''conferma'' sul fatto che ''se ci sono margini di ambiguita'", si "rendera' la trasposizione ''piu' aderente al testo''. Le obiezioni dei sindacati riguardano soprattutto il capitolo previdenza e quello delle coperture economiche. Mentre - assicura sempre il ministro - ''le norme sui contratti a termine (che riguardano una sola proroga dopo i 36 mesi, ndr) sono condivise sia dai sindacati che dalla Confindustria''. ''La trascrizione - ha aggiunto - e' stata fedele al testo. Per quanto riguarda le critiche di Confindustria sui contratti a tempo dei lavori stagionali, Damiano spiega che in alcuni casi "si possono considerare specifiche situazioni". Durante la riunione, ha detto infine Damiano, "nessuno ha chiesto di reintrodurre il tetto dei 5000" sui lavori usuranti esentati dall'aumento dell'età previdenziale.
La polemica
E' stato il leader della Cgil, in un'intervista al Sole 24 Ore di domenica 14 ottobre, a evidenziare che in materia previdenziale le modifiche apportate dal Cdm sono inaccettabili: il governo - accusa Epifani - avrebbe fatto sparire il meccanismo che doveva garantire ai giovani una pensione futura pari ad almeno il 60% della retribuzione. "Non ci sono tempi certi sulle finestre di anzianità e vecchiaia - ha spiegato il segretario - e nemmeno sui lavori usuranti, ed è sparito il riferimento del 60% per il tasso di sostituzione per le nuove generazioni". Ma la Cgil voleva chiarimenti anche su un altro punto. Il testo licenziato dal Cdm imporrebbe ai lavoratori dipendenti un aumento dei contributi dello 0,09% dal 2011 senza verificare se prima si realizzino i previsti risparmi con la riorganizzazione degli enti previdenziali.
La risposta di Prodi, sotto forma di lettera pubblicata da Repubblica, è stata che "le critiche non tengono semplicemente conto del fatto che il governo ha dovuto compiere un lavoro complesso per tradurre un 'accordo politico' (quello del protocollo del 23 luglio), in un 'disegno di legge', formulato nel rispetto delle esigenze della formula legislativa e sempre tenendo presenti le doverose coperture finanziarie". Il premier ha sottolineato che "il governo non poteva esimersi dal fare questo lavoro di traduzione per inviare il disegno di legge alle Camere. Ma si tratta, e non mi stancherò mai di ripeterlo, di variazioni marginali".
Una risposta giudicata ''davvero sgradevole" da Bonanni, che ha negato la marginalità delle modifiche. Al contrario, ha dichiarato il leader della Cisl, "ci sono 15 importanti modifiche e riguardano questioni importanti dell'accordo", giudicandolo "uno sberleffo, uno schiaffo in pieno viso al sindacato e ai lavoratori". Ma questo accadeva prima dell'incontro chiarificatore. Adesso nei rapporti tra governo e sindacati sembra ritornato il sereno.