L'ORDINE è quello di chiudere la partita. Che poi vuol dire chiudere Ami, l'azienda che il Comune creò per alleggerire Amt di parte del suo deficit. L'assessore alla Mobilità e vicesindaco Paolo Pissarello incontrerà venerdì i sindacati degli autoferrotranvieri per sottoporre alla loro attenzione un'ipotesi discussa per settimane tra Comune e Amt: riportare tutti i dipendenti "a casa", sia manutenzione che parcheggi, per poi "prestare" alla società Genova Parcheggi ausiliari del traffico e addetti alla gestione del sistema della sosta Blu Area.
Dopo mesi di stallo sembrerebbe essere stato raggiunto anche l'accordo economico, perché i 18,5 milioni di euro di deficit dell'azienda delle manutenzioni verrebbero così divisi: dieci milioni andrebbero a carico del Comune di Genova, di 8,5 si occuperebbe Amt, convinta di "risparmiare" quanto ncecessario a coprire il buco grazie all'efficientamento del settore manutenzione.
Hubert Guyot, amministratore delegato di Amt, sembra fiducioso e ottimista di riuscire a portare finalmente in porto un'operazione trattata con la precedente amministrazione comunale e sviluppata con l'assessore Pissarello. «Noi siamo disposti a prenderci in carico anche i dipendenti che non sono direttamente collegati al settore manutenzione - dice Guyot - ma abbiamo chiesto al Comune di supportarci economicamente nell'operazione. Perché prendere in carico Ami e i suoi 18,5 milioni di perdita calcolati nel 2006, per noi, è un rischio che non possiamo sostenere da soli».
Secondo l'ipotesi elaborata da Comune e Amt il datore di lavoro di tutti gli "ex Ami" tornerebbe a essere l'azienda di via Montaldo, ma alcuni lavoratori verrebbero "distaccati" presso Genova Parcheggi.: 454 lavoratori sulla strada del ritorno, 350 a costituire il settore manutenzioni, gli altri (ma di numeri non si è ancora parlato) presso Genova Parcheggi.
Tutto pronto per la stretta di mano finale? Non è proprio così, perché mancano i sindacati, che non vengono ufficialmente interpellati dallo scorso luglio. La posizione delle organizzazioni sindacali è stata nei giorni scorsi ribadita sulle pagine del Secolo XIX da Guido Fassio, segretario generale della Filt Cgil. Che ha ribadito la necessità di tornare al più presto al tavolo per presentare ipotesi che fino ad oggi sono state affrontate in sedi private. Ad ogni modo, almeno per quanto riguarda la Cgil, rimangono le perplessità per quanto riguarda i lavoratori da "distaccare" nell'azienda dei parcheggi.
Ci sono poi diverse questioni che, nell'ambito dell'operazione, andranno pur affrontate. Il piano della logistica di Ami, ad esempio. Con l'azienda "costola" si era avviato un discorso di un certo tipo, con l'affidamento di lavori per trasformare parzialmente l'officina Guglielmetti in rimessa per bus, ad esempio. Lavori fermati qualche settimana fa. E ci sarà da risolvere anche il problema di Boccadasse, rimessa già venduta ma ancora utilizzata, in cambio di un canone di affitto, dai bus del Levante genovese. Della rimessa di Campi, inoltre, non si parla più. Dopo la bocciatura del progetto di Coopsette, però, c'è il problema delle penali da pagare alla maxi-azienda, che prima o poi tornerà a chiedere quanto dovuto.