Aziende che non inquinano Capoluogo adriatico superato dalle altre province abruzzesi
PESCARA. Pescara risulta agli ultimi posti nella classifica della sostenibilità ambientale. Nel dossier «Ecosistema urbano 2008», di Legambiente e Sole 24 ore, il capoluogo adriatico è al 71º posto su 103 Comuni. Allarmanti i dati sulla qualità dell'aria e sulla quasi totale assenza di aziende con marchio ecologico. Praticamente inesistenti i bus non inquinanti e scarsa è la raccolta differenziata.
Il caso peggiore è indicato nella tabella riguardante gli acquisti fatti con criteri «verdi» o equo-solidali (fra i quali vi sono l'uso della carta riciclata in ufficio e del cibo biologico nelle mense scolastiche): la città condivide l'ultimo posto con altre 22, come L'Aquila, Catania, Foggia, Messina, Siracusa, Taranto e Grosseto. Il Comune non ha dotato nemmeno i suoi dipendenti di auto ecologiche.
Fra le città che non praticano politiche energetiche, Pescara è in compagnia di altre due province abruzzesi, L'Aquila e Chieti. I dati sul fotovoltaico e sul teleriscaldamento risultano però non pervenuti: per questo Pescara figura al 73º posto nella classifica sulla «disponibilità delle amministrazioni comunali a fornire dati».
La raccolta differenziata è appena all'8 per cento. Per questo, il capoluogo adriatico raggiunge solo l'87º posto ed è ultima fra le altre città abruzzesi: Teramo è al 60º, Chieti al 70º, L'Aquila al 73º. I Comuni che seguono appartengono tutti al sud Italia e alla Sardegna.
In linea di massima, il Nord risulta più attento ai problemi ambientali: le città settentrionali, come Milano, Cuneo, Bologna e Firenze, risultano solo in rari casi agli ultimi posti nelle tabelle sull'inquinamento dell'aria. La città «premiata» dal rapporto è Belluno, mentre è sistematico l'affollarsi agli ultimi posti di Comuni della Sicilia, della Calabria e della Campania, ma anche del Lazio. Nella graduatoria finale, l'ultimo posto è stato assegnato a Ragusa. Va detto che le province abruzzesi non sempre riescono ad arrivare in posti accettabili nelle graduatorie. Salvo qualche eccezione, come l'ottavo posto di Chieti riguardo alle aziende col marchio ecologico, o la 36esima posizione di Teramo nelle politiche energetiche. Sebbene Pescara sia fra le città di media grandezza, risulta priva di autobus non inquinanti. Le aziende con marchio ecologico sono appena l'1,29 per cento e la città è all'83º posto in classifica (Roma è al 91º).
Preoccupanti le tabelle sulla qualità dell'aria: su 80 città che hanno fornito i propri dati sui valori medi delle polveri sottili, Pescara risulta al 48º posto insieme a Rimini e Parma; su 82 che hanno fornito i dati sul biossido di azoto, il capoluogo adriatico risulta al 62º posto, insieme a Latina. Se dai valori medi si passa ai picchi, vediamo che Pescara scivola al 73º posto, su 82 città e addirittura al 60º per il benzene, su 62 elencate.
I dati positivi costituiscono la parte più sorprendente del documento: ne viene fuori un'immagine del capoluogo che a volte contraddice quella radicatasi nell'immaginario comune dei suoi abitanti. I pescaresi, ad esempio, sono solo al 13º posto per il consumo di benzina e gasolio e al 16º per quello di energia elettrica. La città raggiunge il 35º posto per il numero di automobilisti che usa mezzi ecologici, insieme a Verona, Ravenna, Pordenone, Novara e perfino alla premiata Belluno. Se ne potrebbe dedurre che la maggior parte dell'inquinamento dell'aria proviene dagli scarichi industriali.
Va decisamente meglio per il verde urbano per abitante e per l'estensione delle aree verdi: in questi due casi Pescara è al 19º e 36º posto; mentre per le isole pedonali, al 46º. Scende al 56º, invece, per le Ztl e al 54º per le piste ciclabili. Fra le città di medie dimensioni, comunque, essa guadagna un eccellente secondo posto per l'offerta di mezzi pubblici e un ottimo sesto posto per il loro uso.
Incoraggianti i dati sull'acqua, nonostante i problemi riscontrati ad agosto nelle falde di Castiglione a Casauria: per la capacità di depurazione il capoluogo adriatico coabita al 22º posto con Trento, Milano, Prato, Rieti e Rovigo. Mentre sulla qualità dell'acqua, Pescara figura inaspettatamente al 45º posto.