Governo e parti sociali hanno (ri)trovato l'accordo sul welfare. Le distonie tra il Protocollo di luglio e il disegno di legge varato dall'esecutivo sono state eliminate, consentendo la convocazione di un nuovo consiglio dei ministri per il varo del ddl che dovranno discutere le Camere. Smussati gli attriti anche con la Confindustria, che a un certo punto sembrava sul punto di rompere. E' stato infatti trovato un compromesso anche sul capitolo che riguarda il mercato del lavoro, ossia la disciplina dei contratti a termine. I sindacati sottolineano che sono stati recuperati lo spirito e i contenuti del protocollo del 23 luglio. L'intesa riguarda anche la parte previdenziale, su cui Cgil-Cisl-Uil avevano sollevato forti perplessità. Resta confermata, poi, l'abolizione del tetto sui lavori usuranti.
''Posso dire finalmente che il testo del Governo corrisponde esattamente all'accordo firmato con le parti sociali il 23 luglio scorso'', ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al Quirinale, col presidente Napolitano per inaugurare una mostra sulla sicurezza nel mondo del lavoro. "Sul tema del tempo determinato - ha spiegato Epifani -abbiamo salvato l'impostazione del Consiglio dei ministri, con una clausola di transitorieta' che ha consentito un'intesa con la Confindustria". E ha aggiunto: "abbiamo rispettato, e fatto qualcosa in piu' rispetto al mandato che i lavoratori e i pensionati ci hanno dato" con il referendum. "A questo punto il testo corrisponde all'intesa realizzata, e su qualche passaggio e' addirittura piu' chiaro. Per quel che mi riguarda sono soddisfatto".
Anche Uil e Cisl sono soddisfatte. Ha spiegato Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil: 'E' un fatto positivo. Siamo soddisfatti, in quanto lo abbiamo migliorato come ci hanno chiesto i lavoratori nelle assemblee, e penso al limite dei contratti a termine che ora è a 36 mesi'. Ha aggiunto Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl: 'Vi erano dei punti in sospeso, ma poi siamo arrivati ad una buona soluzione'. L'ultimo testo sul welfare "concordato" da Governo e parti sociali "riporta e riprecisa le interpretazioni del documento di luglio. E' una cosa che possiamo condividere". Questo il commento, infine, del vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, dopo la firma dell'intesa a Palazzo Chigi. ''E' stato raggiunto un accordo su un testo definitivo. E' un fatto molto importante che consolida i contenuti dell'accordo di luglio e in qualche punto va anche al di là". Lo ha spiegato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano. ''A questo punto - ha detto il ministro - e' stato fugato qualsiasi dubbio interpretativo o di trasposizione del protocollo in norma di legge che possa aver generato equivoco. E' un passo molto importante che consente al Governo di continuare nella sua attivita' in campo sociale affrontata con la legge finanziaria''.
Mercato del lavoro
Governo e parti sociali confermano che i contratti a termine, una volta superati "i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi" potranno essere prorogati "per una sola volta" a condizione che "la stipula avvenga presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l'assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato". E', alla lettera, il nuovo testo dell'articolo 11 del ddl concordato da governo e parti sociali. Il compromesso con Confindustria è stato raggiunto accordando che la regola non verrà applicata ai lavori stagionali definiti dal Dpr 1525/63, in particolare in settori come l'alimentare e il turismo, né a quelle mansioni che sindacati e imprese individueranno nei contratti collettivi o negli avvisi comuni
(leggi il testo integrale dell'articolo).
Ai lavoratori che abbiano accumulato tot mensilità di contratti a termine prima del 1 gennaio 2008, e che dopo quella data siano assunti dalla stessa azienda, le nuove regole saranno applicate dopo 15 mesi dall'entrata in vigore della legge, dunque a partire dalla primavera del 2009. Per tutti i lavoratori attualmente occupati con un contratto a termine resta invece in vigore la vecchia disciplina, a meno che l'azienda non decida di rinnovare il contratto.
Previdenza
Anche qui, recuperati i punti del protocollo. Come spiega in una nota il segretario aggiunto della Cisl Pierpaolo Baretta, "è stato confermato l'impegno verso politiche finalizzate alla realizzazione per i giovani di una copertura previdenziale non inferiore al 60%. E'stato superato il tetto dei 5.000 lavoratori usuranti ed è stato inoltre ristabilito il principio che l'aumento dello 0,09% dei contributi sia successivo alla presentazione di un piano di riorganizzazione e di risparmio degli enti previdenziali". Baretta ha aggiunto che "con un apposito decreto il ministro del Lavoro attiverà il tavolo per la rivalutazione delle pensioni e già dalla prossima settimana si avvierà un confronto per discutere del cumulo e del suo superamento". Inoltre è stata tradotta in norma di legge anche la parte
sulle finestre pensionistiche: governo e parti sociali hanno aggiunto alle quattro finestre per chi ha maturato 40 anni di contributi (mentre per chi ha meno anni di anzianita' le finestre sono solo due) l'introduzione di quattro finestre anche per chi esce dal lavoro maturando l'eta' di vecchiaia (65 anni gli uomini, 60 le donne). I requisiti in entrambi i casi devono essere raggiunti entro tre mesi dalla finestra di uscita.
Ora la palla passa al Parlamento, dove il testo sarà suscettibile di modifiche. Lo confermano le parole del presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Non posso commentare in merito" dell'intesa sul welfare ma "certamente un accordo fra le parti sociali in una fase come questa e' un elemento che rasserena". "Il merito - ha aggiunto Bertinotti - stara' al Parlamento valutarlo, eventualmente modificarlo secondo la sua sovranita'. E' il governo che non puo' modificarlo, essendone contraente".
Chiosa però il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti: "Se si persegue l'illusione da parte di una parte della maggioranza di migliorare il testo in Parlamento, lì c'è solo una maggioranza in grado di peggiorarlo. E' inutile continuare a fare finta di dire il contrario".