CAPISTRELLO. È bastato gettare lo sguardo alla moltitudine di studenti per capire che quelle tre vetture sopravvissute alla mannaia dei tagli della Direzione regionale delle ferrovie non sarebbero bastate a contenerli tutti. Così è partita la corsa alla conquista dell'ultimo posto utile sul treno del mattino. Nonostante i tentativi, però, molti non ce l'hanno fatta. Almeno trenta sono rimasti a piedi, mentre il servizio viaggiatori prolungato e la lenta marcia per sovraccarico ha fatto giungere il treno ad Avezzano con quindici minuti di ritardo. Un tempo enorme se si considera la poca distanza da Capistrello.
Il disservizio scatena la protesta. «Neanche nel Far West si arrivava a tanto», affermano in coro, «costringendo i viaggiatori a sgomitare per guadagnare un posto in piedi nei vagoni e nei bagni. Se si può capire la necessità di tagliare i rami secchi diverso è quando la mannaia va a colpire le corse più frequentate. E non è un modo di dire. Per rendersene conto i dirigenti potrebbero uscire dal loro guscio per vivere in prima persona gli effetti di una scelta che penalizza gli studenti e rischia di far perdere utenti alle Ferrovie». L'episodio di ieri, che sembra destinato a inevitabili repliche se la direzione regionale non cambia rotta, scatena anche la protesta dei genitori. «La mattina», afferma E.P., una mamma arrabbiata, «i nostri figli escono di casa per andare a scuola con il treno, ma con questi tagli scellerati c'è il rischio che rimangano tutti i giorni a piedi. Il servizio di trasporto pubblico va garantito a tutti e in tutte le località non può rispondere solo alla logica del profitto». Sui tagli picchia duro il presidente della Comunità montana Valle Roveto che ha inviato una nota di protesta all'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble e alla direzione regionale di Trenitalia Abruzzo. «Esprimo la più totale disapprovazione dell'Ente che rappresento», tuona Marcello Di Cesare, «per i recenti provvedimenti che penalizzano fortemente il nostro territorio e che stanno suscitando risentimento e malumori nella popolazione. Si evidenzia l'inadeguatezza della soluzione di sostituire treni con autobus e si chiede l'immediato ripristino della situazione preesistente poiché la tratta ferroviaria Avezzano-Roccasecca rappresenta una importante risorsa per la Valle Roveto già provata oltremodo dal traffico su gomma. Non accettiamo e non accetteremo provvedimenti che tendono a marginalizzare sempre più il nostro territorio rispetto ad altre aree della regione». Di Cesare affila le armi per difendere il diritto al trasporto pubblico su rotaia nella Valle Roveto: «Siamo pronti a mettere in atto qualsiasi azione per tutelare i nostri cittadini». Contro i tagli delle corse sono scesi in campo anche i segretari provinciali di Cgil e Filt, Sandro Giovarruscio e Gaetano Iacobucci, l'assessore regionale Giovanni D'Amico e il consigliere regionale Angelo Di Paolo.