Rifondazione e comunisti italiani critici, domani la manifestazione. Polemiche sul «no» di Epifani alle bandiere della Cgil in piazza
ROMA. I sindacati sono soddisfatti dell'approvazione ricevuta ieri dagli esecutivi unitari Cgil, Cisl e Uil sul protocollo del welfare approvato, con le modifiche, due sere fa dal consiglio dei ministri. E si preparano a dare battaglia sulla Finanziaria con una mobilitazione su fisco e a favore dei redditi da lavoro dipendente. Epifani (Cgil) ha auspicato che il provvedimento diventi legge entro la fine dell'anno.
E ha citato i miglioramenti: le future pensioni saranno almeno del 60% delle ultime retribuzioni (dal 2011 in poi), sono state ripristinate le quattro finestre di uscita delle pensioni di anzianità e vecchiaia e il tetto di 5000 sarà eliminato per i lavoratori usuranti. Eppoi c'è un'interpretazione ancora più chiara, dice sempre Epifani, del tempo determinato che viene protratto di altri dodici mesi solo per una volta dopo i 36 mesi di lavoro a tempo determinato. Raffaele Bonanni (Cisl) si augura un concentramento di risorse sindacali e volontà di protesta per chiedere più soldi e meno tasse, mentre Luigi Angeletti (Uil) addirittura annuncia di voler partecipare al convegno a favore della legge Biagi.
La sinistra di Prc e del Pdci non sono convinte. Franco Giordano (Prc) annuncia che nel Parlamento il contratto a termine verrà migliorato e Oliviero Diliberto (Pdci) sostiene che «l'Europa chiede che un contratto precario non possa durare più di due anni; l'Ilo, l'agenzia per il lavoro dell'Onu, dice che la legge Biagi con il pretesto della flessibilità ha creato una situazione di precarietà preoccupante».
Alcuni esponenti della sinistra democratica, contrariamente alla decisione del partito, hanno deciso di partecipare alla manifestazione di domani. Mentre i Verdi, ha spiegato Pecoraro Scanio, non parteciperanno per non «dare pretesti».
Secondo i promotori, comunque, non si tratta di un corteo contro il governo Prodi. Si apre un braccio di ferro sulle bandiere legittimate a partecipare alla manifestazione. Fausto Bertinotti, ancora una volta interviene sulla protesta di domani: «Mi viene da sorridere perchè una manifestazione senza bandiere io non l'ho mai vista. Guardo con interesse da osservatore alla manifestazione di sabato, ma scommetto che le bandiere ci saranno». Incalza Rifondazione. Michele Di Palma della segreteria del partito critica Sergio Cofferati e assicura che ognuno sarà in piazza con le proprie bandiere. «Il 20 il popolo di sinistra cancellerà i dubbi di chi pensa che la sinistra non esista più» dice De Palma «e centinaia di migliaia di persone manifesteranno in maniera colorata per cancellare la precarietà e riappropriarsi della libertà».
La maggioranza si prepara alla discussione del ddl sul welfare. Il senatore Lamberto Dini avverte: «Non voteremo alcun testo che comporti un aumento di spesa rispetto al protocollo originario». Un altolà arriva anche dal capogruppo dell'Italia dei Valori Massimo Donadi, il quale insiste per far passare la legge con un voto di fiducia. Intanto sono stati depositati in cassazione i tre requisiti referendari contro la legge Biagi e contro lo Statuto che dà il potere ai sindacati firmatari lo status di controparte sindacale all'interno delle aziende. A depositare i quesiti referendari sono stati i gruppi del sindacalismo di base, di precari e alcuni giuslavoristi.