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Data: 20/10/2007
Testata giornalistica: La Repubblica
Sinistra day, Bertinotti alla Cgil "Ci saranno tante bandiere"

ROMA - Il premier Prodi è stato cordiale ma duro, ha dato loro ragione "sui diritti civili" ma sul precariato e sul welfare li ha accusati di avere "pregiudizi". Il presidente del Senato Franco Marini, invece, ha appoggiato in pieno tutta la piattaforma della manifestazione. Domattina ci sarà il faccia a faccia con il leader della Cgil Gugliemo Epifani che ha detto ai suoi di non voler vedere bandiere del sindacato sabato in piazza San Giovanni. Su tutti e sopra tutti si fa sentire il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Mi viene da sorridere, perchè una manifestazione senza bandiere io non l'ho mai vista. Guardo con interesse di osservatore all'appuntamento di sabato, ma scommetto che le bandiere ci saranno".

"Siamo tutti un programma", la manifestazione di sabato organizzata dalla sinistra radicale, i due quotidiani Liberazione e il manifesto, Rifondazione, Pdci, Fiom e movimenti per ricordare i punti del programma dell'Unione ancora disattesi, si carica di ben altri significati rispetto alla piattaforma originale e molto contestata perché giudicata dai centristi della maggioranza come un attacco al governo. Doveva essere la manifestazione contro il protocollo del welfare. Sta diventando, invece, l'ultimo appuntamento utile per la sinistra radicale per non perdere il contatto con la linfa dei movimenti. E per non perdere se stessa all'indomani della nascita del Pd.

E' stato proprio il presidente della Camera a capire che il momento della sopravvivenza per Rifondazione e la sinistra radicale è questo. Altri ritardi sarebbero non più recuperabili. L'ha capito domenica, Bertinotti, via via che scorrevano i dati incredibili dell'affluenza alle primarie del Pd. Ed è sceso in campo. Lunedì ha ricevuto gli organizzatori della manifestazione e, in modo un po' irrituale vista la carica istituzionale, ha augurato "un'alta partecipazione anche perché può essere il punto di partenza per la riorganizzazione della sinistra dopo la nascita del Pd". Bertinotti oggi ha insistito nel suo ruolo di organizzatore-ombra: "Vedo questa manifestazione come le altre che ci sono state nelle ultime settimane, come il terreno attraverso il quale si manifesta un protagonismo di partecipazione. Siccome non posso militarvi, come rappresentante delle istituzioni è però mio dovere evidenziarne il valore, soprattutto quando questo è non violento".

Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, parla di un "Prodi tranquillo, molto cordiale ma franco": "Siamo su posizioni diverse, ma è stato chiarito che quella di sabato non è una marcia antigovernativa". Più morbido, invece, l'incontro con Marini. "Il Presidente del Senato ha mostrato di condividere tutti i problemi che abbiamo sollevato". Il segretario del Prc Franco Giordano rassicura e parla di un appuntamento che "non può essere una minaccia" per Palazzo Chigi. Ma il leader del Pdci Oliviero Diliberto fa ben capire quali obiettivi vuole raggiungere la piazza: "La manifestazione servirà a ristabilire i rapporti di forza dentro la coalizione". Insomma, un successo il 20 ottobre consentirà alla sinistra radicale di avere più forza per provare a modificare alla Camera (dove comincerà l'iter parlamentare) il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri con l'astensione dei ministro Ferrero e Bianchi. Forse anche per questo molti iscritti a Sinistra democratica, nonostante il niet di Mussi, sabato saranno in marcia.

Intanto la macchina organizzativa lavora a pieno regime. Una stima realistica parla di centomila persone. Meno sarebbe un flop non tanto per la manifestazione in sè ma in quanto termometro della scarsa capacità aggregativa della sinistra radicale dopo gli anni con gli oceanici ed emozionanti raduni pacifisti. Se fossero di più, come si augura Bertinotti, è il segnale che anche nella sinistra radicale si deve creare un processo almeno federativo perché questo chiede la gente. Insomma, o la Cosa Rossa o la polverizzazione dei partiti di sinistra.

La manifestazione partirà tra le 14 e le 15 da piazza Esedra per arrivare in piazza San Giovanni tra le 17 e le 17 e 30. Sul palco Dalle 17 alle 20.30, sul palco si alterneranno artisti, musicisti, menestrelli. Tra loro Enzo Avitabile, Tetes de Bois, Ulderico Pesce, Andrea Rivera, Ascanio Celestini, Bisca/Zulù. Musica, canzoni, prosa, e in mezzo le storie di uomini e donne che, recita il programma, "chiedono diritti, pace, beni comuni, laicità, contro ogni forma di precarietà".

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