PESCARA. La sanità abruzzese rischia il commissariamento, ma nessuno degli attuali amministratori regionali potrà svolgere la funzione di commissario ad acta. Lo prevede un emendamento alla Finanziaria presentato da Lega Nord approvato in Commissione Bilancio. Un secondo emendamento, presentato da An e ugualmente approvato, prevede la rimozione dei manager delle Asl e degli ospedali-azienda delle regioni commissariate, qualora presentino i conti in rosso. Martedì i due articoli andranno alla Camera, e la maggioranza sembra pronta a votarli.
Si fa dunque più stringente per la Regione trovare i mezzi per coprire gli 86 milioni di buco della sanità necessari per passare l'esame del tavolo di monitoraggio del governo previsto per giovedì 25. Se l'esame dovesse andare male resterebbero solo 15 giorni di tempo per evitare il commissariamento della sanità abruzzese.
La Giunta regionale ha pronti quattro provvedimenti: due riguardano l'Omnibus e due la manovra di bilancio che rastrella ulteriori risorse dagli assessorati. Per guadagnare tempo la maggioranza ha deciso di saltare le commissioni e di andare direttamente in aula martedì 23 per approvare i quattro documenti come emendamenti a una leggina del capogruppo Ds Donato Di Matteo sulle apnee notturnee. «Ma prima di martedì», ricorda il consigliere della Margherita Camillo D'Alessandro, dovremo andare a un chiarimento. Perché è vero che va evitato il commissariamento, perché significherebbe tasse ai cittadini e alle imprese, ma è anche vero che, riguardo all'Omnibus, ai Comuni va dato un segnale chiaro. E l'elenco pubblicato andrà rispettato nel prossimo bilancio». Resta quindi l'Omnibus la bestia nera di questa maggioranza: i consiglieri non si rassegnano a vedere cancellati dalla giunta i finanziamenti distribuiti ai propri territori, e su questo punto sono pronti allo scontro. E l'Omnibus è anche il cavallo di battaglia dell'opposizione che ieri in conferenza stampa ha annunciato iniziative clamorose in consiglio regionale se non verrà stralciato dal paccheto degli emendamenti: «Avevamo detto che eravamo disponibli a non fare ostruzionismo per far passare gli emendamenti tecnici», spiega il coordinatore regionale di An Fabrizio Di Stefano, «ma l'Omnibus è un fatto politico».
«Abbiamo anche proposto di posticipare il consiglio per dare modo alle commissioni di lavorare», aggiunge Mario Amicone (Udc), «ma l'Unione ha rifiutato perché teme il confronto». E così per martedì il forzista Nazazio Pagano prevede una seduta-trappola, «che elude ogni regolamento». Il capogruppo di An Alfredo Castiglione teme ulteriori tagli alla formazione, al distretto del benessere, alle imprese. Mentre il Dc Bruno Di Paolo lamenta uno scippo delle prerogative dei consiglieri e Benigno D'Orazio (La Destra) scommette che i soldi tagliati oggi torneranno magicamente in bilancio tra sei mesi.