L'AQUILA. La Regione ha un tesoretto di circa 500 milioni di fondi disponibili ma non ancora spesi. Si tratta in termini tecnici di economie vincolate a determinati progetti, ma mai utilizzate. Sono in genere fondi trasferiti dallo Stato di cui la Regione ha disponibilità nelle proprie casse. L'importante riserva potrebbe essere molto utile alla causa dell'Ente alle prese con l'emergenza conti nella seduta del Consiglio regionale di martedì prossimo.
Ma il tesoretto viene trascurato da amministratori e consiglieri regionali. Nonostante una ricognizione sia stata fatta da tempo e la somma compaia nei rendiconti annuali. Come sottolineano gli esperti regionali, le economie vincolate sono diverse dai residui che invece sono somme impegnate, cioè già assegnate all'ente che deve realizzare l'opera o il progetto. Da questo punto di vista, la disponibilità non sarebbe immediata, ma potrebbe essere verificata dai dirigenti regionali, il cui compito sarebbe di "ritrovare" i fondi.
La giunta si era già mossa in questa direzione. In un primo provvedimento si impegnavano i vertici tecnici della Regione ad individuare il 25% dei residui, un obiettivo che se raggiunto sarebbe risultato vincolante per la valutazione alla base dell'indennità di risultato (cioè del benefit che i dirigenti prendono a fine anno). Ma quell'impegno è stato ridotto fino al 10%. Secondo una stima ufficializzata dal presidente della Commissione Bilancio, Angelo Orlando, i residui ammontano a circa 4 miliardi e mezzo di euro, di cui un miliardo e 600 milioni recuperabili ed utilizzabili. Ma la cifra è contestata dalla giunta. Sulla materia dunque regna la confusione e si moltiplicano interrogazioni e richieste di chiarimento da parte dei consiglieri regionali. Ultimo a parlarne in ordine di tempo è stato il consigliere della Margherita Camillo D'Alessandro. Interrogazioni sono state inoltrate anche dalla presidente della commissione sanità Antonella Bosco. Secondo alcune fonti regionali, però, queste somme non sarebbero appetibili perché non potrebbero essere spese indiscriminatamente, essendo vincolate a finalità precise, ad esempio viabilità e trasporti. L'unico margine di discrezionalità potrebbe essere introdotta prevedendo dei nuovi criteri di ripartizione.
«Assessori e consiglieri», dicono alcuni tecnici regionali, «dimenticano che se le somme fossero finalmente utilizzate, si potrebbero liberare risorse regionali destinate alle finalità delle economie vincolate».