PESCARA. «La Cgil Abruzzo è molto contrariata per i modi ed i tempi con cui la giunta regionale sta riassestando la spesa della sanità abruzzese». Gianni Di Cesare, segretario regionale Cgil non è tenero con la giunta regionale di centrosinistra. Di Cesare vede nell'azione dell'esecutivo del presidente Del Turco «molta confusione» in particolare nei tagli che la giunta si appresta a fare. Per Di Cesare molti capitoli di spesa, in particolare quelli rivolti al lavoro e al sociale sono stati prosciugati.
«In Abruzzo come abbiamo sostenuto in numerosi incontri con il presidente e l'assessore regionale competente, il fabbisogno sanitario era di fatto sottostimato nel bilancio regionale», spiega Gianni Di Cesare, «al punto che oggi, in emergenza e confusione, devono essere recuperati 85 milioni di euro assegnati dal Cipe per la spesa sanitaria corrente. Si arriva inoltre in confusione ed emergenza perchè la riduzione dolorosa di 85 milioni di euro, negli altri capitoli di spesa, avviene con l'unico criterio di tagliare solamente le spese «non ancora impegnate».
«Con questo criterio», osserva il segretario della Cgil, «quindi, si tagliano risorse per il lavoro, il sociale, i trasporti, l'agricoltura e l'edilizia. Mentre si tagliano poco gli sprechi e l'inutile».
«Nel 2005 la Corte dei conti», ricorda Di Cesare, «ha stimato la spesa sanitaria in 2 miliardi e 536 milioni di euro, a fronte di 2 miliardi e 358 milioni di entrate complessive della Regione Abruzzo, comprese le entrate per mutui e prestiti, mentre nel 2006 l'assessorato al bilancio stimò le spese sanitarie in 2 miliardi 406 milioni di euro, con entrate complessive di 2 miliardi 676 milioni. Siamo quindi alle prese con un vero dramma regionale perchè di fatto tutta la spesa è assorbita dalla sanità: le altre voci di bilancio sono cancellate».
«Quel che serve», prosegue Di Cesare, «sono una forte azione sul versante delle entrate, con una decisa lotta all'evasione fiscale, ed una giusta politica tariffaria». Un capitolo la Cgil lo dedica anche a come riorganizzare la spesa sanitaria. «Va ridotta quella privata e riorganizzata quella pubblica», propone ancora Di Cesare, «altrimenti l'Abruzzo non potrà adempiere a nessuna delle politiche che gli assegna la riforma costituzionale. Se tutte le altre spese saranno ridotte a zero, si dovrà parlare dell'Abruzzo soltanto come Regione-Sanità». Infine, il segretario regionale della Cgil Abruzzo, fa alcune considerazioni politiche. «Il centrodestra», dice, «deve riconoscere la voragine dei conti lasciati in eredità. Il centrosinistra deve essere all'altezza del compito ad esso assegnato».