PESCARA - In consiglio regionale in ordine sparso: rottura secca senza possibilità di mediazione ieri al vertice di maggioranza. Il centrosinistra si presenterà oggi all'Aquila spaccata in due fronti contrapposti. L'accordo per salvare la Regione dal commissariamento non è stato raggiunto, neppure dopo le quattro lunghissime ore di discussione al vertice convocato in via Lungaterno. La Margherita e i Ds si sono presentati alla riunione con un documento nel quale chiedevano l'impegno di tutta la maggioranza per salvare i finanziamenti ai Comuni, quei famosi sedici milioni di euro da dividere tra duecento comuni scelti dai singoli consiglieri. I due capigruppo Maurizio Teodoro e Donato Di Matteo non avrbbero lasciato la riunione senza l'impegno scritto da parte di tutti gli altri esponenti della maggioranza. Senza la firma Teodoro ha minacciato di non presentarsi in aula e di far saltare tutto, variazioni di bilancio in primo luogo.
E' stato a quel punto che un blocco compatto formato da Rifondazione, Sinistra democratica e Alleanza riformista (presenti Lamberto Quarta e Camillo Cesarone) ha detto no. Tanti sacrifici, tantissimi tagli, persino ai trasporti per i disabili: non si può chiedere a questo punto di salvare i finanziamenti ai Comuni. Così lo stesso Quarta si è assunto la responsabilità di dire che la messa in sicurezza di quel famoso elenco non sarebbe piaciuta a Ottaviano Del Turco. E ha chiesto una pausa di riflessione, e magari la notte porterà consiglio. Ma non è un clima da riappacificazione, quello che alberga nel centrosinistra. In conclusione del vertice, si è scatenata una furiosa polemica proprio sul Pidì, spaccato in due fronti contrapposti: da una parte i delturchiani, dall'altra Margherita e Ds. E nell'ambito dei singoli gruppi, ulteriori spaccature.
E se la maggioranza si presenterà oggi spaccata, il Polo farà la parte del leone presentando un emendamento che tende a inficiare la legge-gancio sulla narcolessia alla quale il centrosinistra pensa di appendere l'emendamento con le variazioni di bilancio. «Noi non voteremo le variazioni - dice Fabrizio Di Stefano di An - la maggioranza si assumerà per intero la responsabilità di approvare una legge di cui non conosce neppure bene i contenuti». Così oggi il Consiglio regionale si aprirà alle dieci. Nella prima parte dei lavori l'Assemblea si occuperà delle interrogazioni e interpellanze presentate dai Consiglieri Gianni Melilla: Alfredo Castiglione (An), Mario Amicone (Udc), Bruno Evangelista (IdV), Walter Caporale (Verdi). Subito dopo, l'Assemblea esaminerà il progetto di legge n. 238/06: disposizioni in materia di programmazione e prevenzione sanitaria; il provvedimento amministrativo relativo al rendiconto finanziario del Consiglio regionale che dovrebbe mettere in salvo la Regione dal commissariamento. Mal di pancia permettendo.