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Data: 25/10/2007
Testata giornalistica: Trambus
Passerelle inutili se la politica latita di Maurizio Sgroi

E' uno di quei pochi casi in cui pubblico e privato condividono un pensiero comune, quello di cui parliamo in apertura di giornale. Il pensiero è sempre lo stesso: la politica non riesce a comprendere l'importanza del trasporto locale, e quindi se ne disinteressa, malgrado l'abbondanza di tavoli e tavolini che ogni legislatura vengono aperti e chiusi appena in tempo per fare nulla. Ora, uno potrebbe anche stupirsi nell'apprendere che una modalità di trasporto che muove ogni giorno 14 milioni di persone (vedi approfondimento) non riesca a commuovere nessun governo. Ma in realtà sbaglierebbe. L'inefficiacia della politica a fare del tpl qualcosa di più che un problema di bilancio è insita all'interno del tpl stesso. Il male si chiama frammentazione. Da anni ormai appannaggio delle regioni, il trasporto locale - di fatto - riscuote ben pochi interessi fra deputati e senatori, atteso che non si può dire certo che sia un tema fornito di un qualsiasi appeal elettorale. O giornalistico, magari, che di sicuro servirebbe alla causa. Perciò la manifestazione congiunta delle aziende pubbliche e private di trasporto del 14 novembre rischia di essere solo un'inutile passerella. Non si può chiedere al governo nazionale più di quello che dà (nella fattispecie, una manciata di milioni di euro in più ogni anno), quando il primo deficit decisionale è in capo alle regioni e ai comuni che, al contrario del governo nazionale, hanno molto da perdere e poco da guadagnare dalla regolazione e dalla gestione del tpl. Sicché alla fine anche gli enti territoriali peccano di immobilismo, esattamente come il governo di Roma. I primi per troppa prudenza, il secondo per ignavia. Ma a conti fatti non c'è gran differenza.

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