SULMONA. Aumentare il personale macchinista, mantenere e potenziare l'officina e dedicare più attenzione alla stazione ferroviaria cittadina. Queste le rivendicazioni dei sindacati in vista dello sciopero regionale indetto per il 20 novembre. Da tempo, anche gli utenti chiedono un servizio migliore e interventi mirati per porre fine allo stato di abbandono in cui versa la stazione di Sulmona. Il timore è che possano essere attuati altri tagli alle corse e chiusa la linea Sulmona-Carpinone. In passato la stazione di Sulmona era uno snodo ferroviario di primaria importanza, da dove partivano e arrivavano treni dalle principali città, tra cui Roma, Napoli, L'Aquila e Pescara. Con il passare degli anni, qualcosa è venuto meno e la stazione ha incominciato a perdere la sua importanza e si è impoverita di servizi. Adesso i sindacati intendono, in occasione della manifestazione di protesta regionale, riaccendere i riflettori su Sulmona avanzando una serie di richieste. Prima su tutte l'assunzione di almeno 15 macchinisti. La carenza di personale appare un problema grave. «Il rischio», afferma Gaetano Iacobucci, della Filt-Cgil, «è che possano essere soppressi altri treni per mancanza di personale. Non è da sottovalutare che, attualmente, alcuni treni sono sostituiti con gli autobus, una situazione che certamente non potrà andare avanti all'infinito». La richiesta di nuove assunzioni servirebbe per sostituire il personale che, entro la fine dell'anno, dovrebbe andare in pensione (una decina di macchinisti). «Un'operazione, quindi», aggiunge il sindacalista, «necessaria per continuare a garantire il servizio».
Le altre richieste riguardano l'officina, dove lavorano una sessantina di addetti (di cui alcuni sono prossimi alla pensione), che innanzittutto deve essere mantenuta e poi potenziata.
«I materiali invecchiano», conclude Iacobucci, «e la manutenzione spesso è carente, per questo chiediamo un servizio più efficiente».