MONTESILVANO. «"All'epoca delle spartizioni" l'unica voce di dissenso era la Cgil. L'opposizione di centrodestra, di cui l'attuale sindaco faceva parte, se parlava, lo faceva così piano che nessuno se ne è accorto».
È la replica di Domenico Ronca, segretario regionale della Cgil Abruzzo, a Pasquale Cordoma che nei giorni scorsi, riaccogliendo in seno alla giunta l'assessore transfugo Antonio Domani, aveva affermato: «Sulla Ferrigno troppo facile fare demagogia come i sindacati, che tacevano ai tempi delle spartizioni e parlano oggi».
«Il sindaco Cordoma o è in manifesta malafede, o "all'epoca delle spartizioni" era distratto, o ha seri problemi di memoria, e la memoria per un uomo politico è importante» ribatte sferzante Ronca. «Cordoma, prima di fare affermazioni ridicole, dovrebbe avere il buon gusto di documentarsi; e non è difficile: basta, per esempio ricorrere agli archivi dei giornali locali, che hanno ospitato centinaia e centinaia di interventi e di iniziative della Cgil di Montesilvano, il cui responsabile, "all'epoca delle spartizioni", era il sottoscritto». Il sindacalista ricorda che fu proprio una denuncia della Cgil a provocare «una clamorosa indagine dell'Ispettorato del lavoro alla Ferrigno», che il sindacato aveva chiesto con forza la stabilizzazione delle lavoratrici, che la Cgil inviò una lettera a tutti i consiglieri comunali con una serie di dure critiche alla gestione dell'azienda, mentre «sulla necessità di moralizzare la gestione dell'azienda, l'opposizione di centrodestra taceva. La ritrovi e la legga signor sindaco, o se non la ritrova me lo faccia sapere che le rimando una copia. Non mi ha risposto allora, se vuole potrà farlo ora, magari chiedendo anche scusa per le sue affermazioni fuori luogo e frutto di amnesia o di distrazione».