L'AQUILA. Assieme alle feroci polemiche sulla Omnibus, legge che doveva distribure fondi a pioggia, ora c'è l'innescarsi di un contenzioso tra l'Ente regione ed i Comuni. Questi ultimi, infatti, attendono i finanziamenti che il testo originario approvato il 3 agosto scorso e pubblicato sul Bura il 5 ottobre, prevedeva soprattutto per i piccoli centri. Ma i soldi, tanto attesi, sono stati bloccati dalla giunta regionale per essere impegnati nella manovra anti deficit della sanità. In questi giorni, tuttavia, buona parte degli oltre 200 Comuni inseriti negli elenchi ha inviato agli uffici regionali la richiesta per avere i fondi. Le amministrazioni, inoltre, sarebbero decise a presentare ricorsi per costringere la Regione ad erogare le somme. E questo nonostante i contributi a pioggia siano stati di fatto sospesi e cancellati ufficialmente con la modifica alla Omnibus inserita nella variazione di Bilancio approvata nella movimentata seduta del Consiglio di martedì.
Secondo molti amministratori locali, con la pubblicazione sul Bura i Comuni hanno acquisito un titolo, una condizione che a loro avviso rimane anche con la modifica della legge sopraggiunta successivamente. Su questa lunghezza d'onda si posiziona il presidente dell'Anci Abruzzo, Antonio Centi, che tuttavia nel merito della Omnibus ribadisce le riserve legate al meccanismo parziale di accesso ai finanziamenti. «I Comuni con una legge in vigore si sono visti attribuire somme legate a progetti», ha chiarito Centi, «così tutti sono impegnati nel far valere le loro ragioni attraverso ricorsi. Mi auguro che i Comuni riescano ad ottenere il riconoscimento del titolo visto che si tratta di sostegni approvati con una legge poi pubblicata sul Bura».
Il presidente dell'Anci Abruzzo, ex sindaco dell'Aquila, va oltre nella valutazione dei diritti acquisiti dai Comuni e vede una querelle lunga «perché il titolo maturato dai Comuni è un meccanismo di condizionamento giuridico suoi nuovi fondi globali». «La modifica, sempre a mio avviso», osserva Centi, «non fa perdere nessun tipo di diritto, lo fa rimanere sospeso. Quindi, il contributo resta in piedi anche senza soldi e può essere riproposto con i prossimi fondi globali. Qualora non si dovesse arrivare ad una soddisfazione piena, la Omnibus porterà problemi anche ai fondi futuri. Insomma, è una ipoteca e il problema è serio».
Sulla Omnibus, Centi conferma: «Anche se le somme rappresentano tutta la salute, non esprimo un giudizio di condivisione perché il meccanismo non consente il finanziamento tutti i Comuni».
Il sindaco di Pereto, Giovanni Meuti, responsabile Piccoli Comuni dell'Anci Abruzzo, sottolinea un altro aspetto.
«Non sono d'accordo con quanti dicono che i piccoli comuni stanno aspettando i contributi», dice, «I Comuni stanno aspettando il varo delle legge di settore sui piccoli centri concertata con l'Anci e presentata a giugno dall'assessore D'Amico, forte di un finanziamento di 4 milioni e mezzo di euro. La giusta via è la legge di settore che dà un sostegno organico, con criteri oggettivi ed in maniera permanente».