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Data: 25/10/2007
Testata giornalistica: Ansa
Liberalizzazioni: Bersani, nel mirino ferrovie, energia e tlc

(ANSA) - ROMA - Il settore ferroviario e' nel mirino delle liberalizzazioni del ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, assieme a quello dell'energia e delle tlc. A confermarlo e' l stesso ministro, intervenendo alla consegna delle onorificenze ai nuovi Cavalieri del Lavoro. ''In primo luogo le ferrovie - ha detto Bersani - un'infrastruttura cruciale, la cui rete nel giro de prossimi anni sara' piu' che raddoppiata''. In secondo luogo - ha proseguito - ''l'energia, che richiede la realizzazione di grandi investimenti'' ma - ha concluso - serve anche ''l'avvio di un grande programma per l'allestimento di una rete di telecomunicazioni di nuova generazione''. Per cio' che riguarda le ferrovie, Bersani ha spiegato come, ''per valorizzare al meglio gli investimenti realizzati'', sia ''importantissimo liberalizzare il settore, proseguendo l'azione gia' avviata alla fine degli anni '90'''. Anche nel settore dell'energia - ha continuato - ''il processo di liberalizzazione ha consentito l'avvio di uno straordinario ciclo di investimenti nella produzione e nella distribuzione'', ma ''non e' sufficiente'', per cui ''dobbiamo creare le condizioni per ulteriori sforzi che portino alla realizzazione di ulteriore capacita' produttiva e di trasporto''. Nel campo delle tlc invece, il Governo - a fronte dell'allestimento di una rete di nuova generazione - ''e' pronto a corrispondere con un coerente intervento di politiche pubbliche tese ad accelerare il processo e ad attenuare il digital devide del Mezzgiorno''. Liberalizzare - ha spiegato Bersani - significa sgravare i settori esposti alla competizione dalle diseconomie dovute alle rendite, ma vuol dire anche dare nuova vitalita' a settori protetti che possono trovare nella concorrenza nuovi stimoli alla crescita. Liberalizzare - ha aggiunto - ''significa favorire lo sviluppo di un rinnovato terziario avanzato in grado di accompagnare il sistema delle imprese verso le nuove sfide, in Italia e all'estero''. Il ministro ha inoltre sottolineato i ''2 pilastri'' sui quali sara' impostata la ''nuova politica industriale'', il Piano Industria 2015: il fisco e la razionalizzazione dei programmi strategici. Nel piano - ha spiegato - troveranno posto ''misure fiscali caratterizzate da elevati automatismi, con particolare riferimento all'abbattimento dei costi d'impresa, alla promozione degli investimenti, al sostegno delle attivita' di ricerca e sviluppo ed al riequilibrio territoriale''. Gia' nella Finanziaria in discussione in Parlamento - ha inoltre ricordato - ''si e' accelerato il processo di revisione della tassazione delle imprese, attraverso una consistente riduzione dell'Ires e dell'Irap e con una riduzione degli adempimenti a favore delle Pmi''. Per cio' che riguarda i programmi strategici, ''lo scopo - ha detto - e' quello di promuovere azioni di innovazione industriale di medio-lungo termine'', individuando ''alcune aree tecnologioco-produttive con forte impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e ad intensa ricaduta sul sistema paese''

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