La malavita baby. Istituti blindati a caccia di spacciatori. La questura: affianchiamo le famiglie
Benvenuti a bordo, ma se siete dei bulli non fatevi illusioni. Con gli studenti quest'anno viaggiano anche pettuglie di poliziotti di quartiere, con la mission di prevenire violenze e soprusi sui ragazzi e, nella peggiore delle ipotesi, punire al volo i responsabili. Scuola sempre più blindata, per arginare non solo il fenomeno della violenza tra i ragazzi, ma anche brutte pratiche come lo spaccio di droga e la vendita di alcolici nelle ore di lezione. Da diversi giorni agenti della questura di Pescara fanno servizio nei pressi dei principali istituti superiori. La novità è rappresentata dall'estensione del servizio alle principali tratte di trasporto pubblico frequentate dai pendolari. Proprio sui bus, l'anno scorso, si sono verificati diversi episodi di bullismo, sorpattutto contro ragazze.
Prevenzione di fenomeni di bullismo, contrasto alla diffusione della droga, lotta alla dispersione scolastica e affermazione del valore della legalità sono gli obiettivi che la questura intende perseguire con questa operazione di prevenzione a largo raggio. Un servizio a tutela dei ragazzi e non contro di loro, come spiega un portavoce della polizia di stato. E' il concetto di prossimità che si estende a una fascia particolarmente delicata della popolazione. Anche per questo motivo, la questura mette in chiaro che il lavoro degli angeli custodi dei ragazzi sarà di semplice supporto a quello delle famiglie e della scuola, che resta fondamentale nella formazione dei giovani. I poliziotti di quartiere si comporteranno sui bus dei pendolari e nei dintorni delle scuole pescaresi come fanno ogni giorno nelle porzioni di città affidate alle loro cure: ascoltare, guadagnare la fiducia della gente, intervenire quando necessario. I poliziotti assicurano il massimo della professionalità, l'occhio clinico necessario per cogliere al volo le situazioni di pericolo.
La scuola è da tempo un terreno di coltura di varie forme di illegalità, dal bullismo allo spaccio di droga, all'evasione scolastica. Con questo servizio la polizia di stato prova a gettare un ponte verso una realtà complessa. E' solo il primo passo: partirà tra breve un concorso promosso dal dipartimento della pubblica sicurezza di concerto con ministero della pubblica istruzione e Unicef. Si chiama "M'importa di?" ed è rivolto agli alunni che frequentano le scuole di ogni ordine. Lo scopo è stimolare la voglia di partecipazione e combattere l'indifferenza delle giovani generazioni.