«Siamo pronti a tutto: la situazione è insostenibile, vogliamo un risarcimento e ci costituiremo parte civile»
I lavori in via Roma per la realizzazione della metropolitana sono fermi da mesi, ma la strada continua a rimanere chiusa al traffico. Una via diventata ormai zona di passaggio di... fantasmi visto che fino ad oggi sono 12 le attività commerciali chiuse (solo 4 nell'ultimo anno) perchè messe in ginocchio dalla mancata riapertura al traffico automobilistico. «Una situazione insostenibile - ha detto Giovanni Ranieri, uno dei commercianti presenti lungo via Roma - che sta creando enormi disagi. Siamo pronti a tutto anche a togliere insieme ai residenti le transenne perché via Roma non è un cantiere ma semplicemente una strada chiusa oggetto peraltro di soste selvagge. A nulla sono serviti gli incontri fatti al Comune e l'aver raccolto oltre mille firme per la petizione consegnata al sindaco - ha continuato Ranieri -, un documento sottoscritto da oltre 140 commercianti che operano all'interno del quadrilatero Fontana Luminosa, viale Duca degli Abruzzi, via Roma, Quattro Cantoni nel quale chiedevamo l'immediata riapertura della strada al fine di consentire il transito delle auto verso i Quattro Cantoni, la Fontana Luminosa e viale Giovanni XXIII. Richieste cadute nel dimenticatoio mentre la realizzazione dell'opera è ferma».
I commercianti hanno annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile per chiedere in futuro i risarcimenti danni derivanti dai mancati introiti. I residenti di via Roma hanno inoltrato nel frattempo all'assessore al Commercio del Comune la richiesta di ripristinare l'antico mercatino che caratterizzerebbe la realtà storico-artistica del quartiere. Infine è stata aggiornata a data da destinarsi, l'udienza presso il Consiglio di Stato sul pronunciamento definitivo da parte dei giudici di secondo grado, che aveva accolto provvisoriamente il ricorso presentato dal Ministero contro il Comune per l'annullamento dell'ordinanza del Tar Abruzzo, con cui era stato sospeso il provvedimento ministeriale di inibizione all'esecuzione dei lavori. Su questo aspetto il Comitato di San Pietro a Coppito (rappresentato dall'avvocato Fausto Corti) ha annunciato di intervenire "ad adiuvandum", a sostegno dell'appello del Ministero.